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«Passi avanti ma serve chiarezza»

Il Padiglione Italia, la struttura simbolo del paese per l’Expo 2015, è ancora sotto la lente dell’Autorità anticorruzione. Ieri a Milano un nuovo incontro tra Raffaele Cantone, alla guida dell’Anac, e il commissario del Padiglione Diana Bracco è servito a mettere in luce i passi avanti rispetto alle richieste di chiarimento avanzate due mesi fa. Ma anche ad elencare i dubbi che ancora rimangono: mancherebbero, ha spiegato Cantone, informazioni dettagliate su chi realizzerà le varie parti tecniche dell’Albero della vita, il “monumento” in acciaio e legno alto 35 metri, che sorgerà all’interno dello spazio italiano del sito espositivo di Rho. «Attendo ancora una relazione a 360 gradi sull’intero appalto». Relazione che secondo quanto assicurato dagli stessi vertici Expo sarà disponibile già nei prossimi giorni.
Quello che poteva essere l’incontro definitivo si è quindi trasformato in una riunione interlocutoria, in cui tuttavia i nodi sarebbero venuti al pettine. La questione principale, più volte sollevata da Cantone a partire da luglio, è la necessità di maggiore trasparenza sulle gare per la realizzazione degli aspetti tecnologici e progettuali della scultura, il cui costo è di circa 8 milioni. «I passi avanti devono concretizzarsi in atti, perché ad oggi non c’è una proposta di bando, non si capisce quanti soldi effettivamente verranno da sponsorizzazioni e quanti a carico del pubblico. Quindi – ha precisato – noi abbiamo chiesto una relazione completa su come intendono procedere. Poi faremo ulteriori verifiche».
Cantone ha quindi parlato di miglioramenti, ma a quanto pare la documentazione è ancora lacunosa, fornita con lentezza. «Il problema – ha continuato Cantone – è che ogni tanto ci viene data una relazione su qualche aspetto, ma non ne abbiamo una sugli appalti, sui fondi, sulle sponsorizzazioni, sul ruolo della direzione artistica e sui soldi di Coldiretti». Il presidente dell’Anac si riferisce così sinteticamente agli aspetti scivolosi dell’intero “concept” del Padiglione Italia, realizzato dal mega consulente Marco Balich a titolo gratuito, ma a cui però è stata affidata senza gara l’organizzazione degli eventi utilizzando le risorse delle sponsorizzazioni, cioè i 2 milioni messi sul piatto dalla Coldiretti. È stato inoltre bloccato un ulteriore affidamento, quello relativo alla progettazione dell’Albero della vita, visto che secondo l’Anac l’impresa di Balich non sarebbe dotata di competenze tecniche di architettura e ingegneria.
Diana Bracco ha sottolineato l’impegno a collaborare con l’Anac. «Oggi abbiamo consegnato tutta la documentazione relativa al progetto realizzativo dell’icona del Padiglione Italia, che sarà nostra cura rappresentare in una relazione organica che sarà trasmessa in tempi rapidissimi all’Anac». Poi ha difeso il suo operato: «L’Albero della Vita si farà, sarà made in Brescia e sarà sponsorizzato da Coldiretti». Si fa riferimento ad una cordata di imprese bresciane (“Orgoglio Brescia”) che realizzerà la struttura di base, a cui però vanno aggiunti gli aspetti tecnologici, che dovrebbero essere oggetto di gara.
Per quanto riguarda la realizzazione di tutto il progetto italiano, i tempi sono gia stretti, al di là dell’intervento dell’Anac. L’impresa Italiana Costruzioni si sta occupando del Palazzo Italia (l’edificio permanente che diventerà poi un museo dedicato all’alimentazione) e al cardo. L’Albero della vita è l’opera che rischia di più anche a causa dei ritardi. Ieri il commissario unico Giuseppe Sala ha dato qualche rassicurazione: «I tempi sono stretti ma si può recuperare. Tutto va comunque fatto nel rispetto delle regole».
Intanto sulla ristorazione del sito espositivo si è deciso di passare all’affidamento diretto, possibile, come ha spiegato Cantone, «dopo due gare andate deserte. Ci sono una serie di trattative in corso – ha concluso Cantone -, che riguardano il tentativo di mantenere parametri analoghi a quelli del secondo bando». Inoltre l’ex pm ha fatto sapere che a breve avrà un incontro con i vertici di Confindustria, che hanno risposto all’appello di aiutarlo nella «battaglia culturale contro la corruzione».
A Roma nel frattempo è stato presentato il progetto Open Expo: la pubblicazione on line di tutte le informazioni riguardanti la gestione, la progettazione, l’organizzazione e lo svolgimento dell’evento.

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