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Passera: ora il nodo contenzioso

di Giorgio Santilli

«Senza nulla togliere alla tutela dei diritti, c'è un problema di gestione dei contenziosi che va ancora affrontato». Il ministro dello Sviluppo e delle Infrastrutture, Corrado Passera, incassa il plauso delle imprese per le norme che rilanciano le infrastrutture e consentono il decollo del project financing. Ma il lavoro non è affatto completato e questo è chiaro sia al Governo che alle imprese. Il ministro non dice quale possa essere la soluzione, ma è chiaro che è una delle cose che il Governo sta mettendo a punto.
Quello del contenzioso non è, per altro, l'unico problema che le imprese si trovano ad affrontare in questo momento. In cima alle preoccupazioni degli imprenditori che si sono succeduti al convegno organizzato ieri dalle fondazioni politiche Astrid, Italiadecide e Respublica, c'è il tema dei finanziamenti, soprattutto bancari. Paolo Buzzetti, presidente dell'Ance, ha parlato di «trappola della liquidità» in relazione alla caduta dei finanziamenti bancari. E Cesare Trevisani, vicepresidente di Confindustria con delega alle infrastrutture, prova un suggerimento. «Una volta fatte le norme a favore del project financing – ha detto Trevisani – ora bisognerebbe fare un road show mondiale per convincere i fondi internazionali e gli investitori istituzionali a investire in Italia».
Sembra passato un secolo rispetto all'assemblea Ance di settembre che aveva fischiato l'ex ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli. Anche se in serata scoppia il giallo della «neutralizzazione» dell'Iva sull'edilizia abitativa, stralciata nell'ultimo passaggio (si veda il pezzo a fianco), si torna a respirare un'aria di fiducia fra costruttori e Governo. Lo fanno notare in molti in sala.
Come ammettono Passera e il viceministro alle Infrastrutture, Mario Ciaccia, c'è ancora molto da lavorare. Per realizzare nuove infrastrutture, le risorse sono «limitate rispetto ai fabbisogni» – dice Passera – ma ci sono anche «tanti soldi messi e non spesi». Per questo le prime due riunioni del Cipe, il 6 dicembre e il 20 gennaio, hanno voluto dare segnali di certezza a proposito delle risorse disponibili. Si è parlato di 20 miliardi già sbloccati, anche se i numeri effettivi sono sempre molto più lenti. Ciaccia ha ribadito la cifra di 18 miliardi di investiemnti autostradali già programmati da qui al 2015.
Al centro del confronto di ieri soprattutto «l'eccezionale lavoro» svolto dalle tre associazioni Astrid (Franco Bassanini), Italiadecide (Luciano Violante), Respublica (Eugenio Belloni). Il riferimento è al documento con le 89 proposte sul project financing che Il Sole 24 Ore ha rivelato per primo e che è stato poi il filo rosso del dibattito degli ultimi dodici mesi, prima al «tavolo Castelli», poi con il nuovo Esecutivo. E mentre Mario Lupo, presidente delle grandi imprese di Agi, auspica il «tavolo Ciaccia» per proseguire il confronto, Trevisani sottolinea la continuità del lavoro svolto. «Il nuovo esecutivo – ha detto – ha fatto un lavoro straordinario, recependo molte delle proposte del tavolo Castelli. Ora tuttavia – ha aggiunto – bisogna allargare il sistema delle garanzie, e allargare la partecipazione delle assicurazioni agli investimenti in infrastrutture».
Tra le cose da fare Violante e Bassanini insistono molto sulla proposta costituzionale che sterilizzi per i contratti e le opere in corso gli effetti di norme che peggiorano i costi e i tempi rispetto alle previsioni progettuali.
Tra le cose fatte, si dà particolare importanza ai project bond, le obbligazioni emesse dalle società private nel project financing e destinate agli investitori istituzionali, che consetirebbero di finanziare le opere già dalla fase costruttiva.
Molto prudente, però, su questo punto Matteo Del Fante, direttore generale della Cassa depositi e prestiti: «Temo che in un sistema finanziario come il nostro – ha detto – che già fatica ad assorbire le obbligazioni societarie "normali", i project bond non risolveranno tutti i problemi di finanziamento delle infrastrutture».

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