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Passera: Eni-Snam partita aperta

di Carmine Fotina

Torna in pista il dossier energia, con possibili modifiche alla misura che dispone la separazione proprietaria di Snam da Eni. Dopo il pressing dell'Authority per l'energia, ieri è stato il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, intervenendo durante i lavori della commissione Industria del Senato, a definire «una questione aperta» la discesa di Eni in Snam al 5% sul modello Terna. È tutto comunque «ancora da chiarire» aggiunge, ma è certo che il tema è al centro del lavori dei tecnici governativi.
«Il ministro non si è espresso ma credo ci sia la disponibilità degli uffici del ministero dello Sviluppo economico, per una uscita al 95%» di Eni da Snam sottolinea la relatrice del provvedimento Simona Vicari (Pdl) al termine della riunione. È la stessa senatrice Vicari, citando l'audizione del presidente dell'Authority Guido Bortoni, a spiegare che l'intervento sarebbe in realtà un mero adeguamento alle normative europee. «In base alla direttiva comunitaria del 2009, poi recepita dal decreto legislativo n. 93 del 2011 è pienamente possibile ridurre la quota di Eni in Snam fino al 5%, andando oltre quel limite del 20% indicato nello stesso decreto». Sulla stessa lunghezza d'onda, per una separazione Eni-Snam «completa», si è espresso ieri anche il presidente dell'Antitrust Giovanni Pitruzzella, che ha ricordato come su banche e assicurazioni permangano criticità e ha ribadito le stime di un impatto positivo dal Dl liberalizzazioni per almeno l'1% di crescita del Pil.
A firma della relatrice Vicari arriverà inoltre un emendamento per mettere in pratica la proposta lanciata da Antonello Montante, vicepresidente e delegato nazionale di Confindustria per la legalità, per un rating delle aziende "antimafia". Il testo prevede una valutazione specifica da parte di un'Authority indipendente (in prima fila l'Antitrust) basata su requisiti di legalità, rispetto delle regole su lavoro e fisco, adempimenti in chiave antimafia. Il rating, secondo l'emendamento, dovrà valere come premio alle aziende nell'accesso sia al credito bancario sia alle agevolazioni pubbliche. «Le aziende – dice Vicari – saranno incentivate a tenere comportamenti in linea con il massimo contrasto alla criminalità».
Anche le assicurazioni potrebbero essere oggetto di modifiche, soprattutto per abolire il collegamento diretto tra concessione del mutuo da parte delle banche e sottoscrizione di una polizza assicurativa. Saranno stabiliti esclusivamente dei criteri di garanzia assicurativa forniti dalle stesse banche, fatta salva per gli utenti la possibilità di rivolgersi ad altre società. L'Abi, con il presidente Giuseppe Mussari, sottolinea comunque che «non si dovrà impedire alle banche di vendere polizze assicurative con i mutui casa, perché così il cliente rischia di perdere l'abitazione». Quanto all'Rc auto, si va verso la cancellazione dell'obbligo per l'assicuratore di presentare almeno tre preventivi di compagnie diverse. Al tempo stesso si introdurrà una formula più flessibile che garantisca anche il plurimandato.
L'altro relatore del decreto, Filippo Bubbico (Pd), parla di «grande apertura da parte del ministro alle richieste dei senatori sulle modifiche al decreto», citando in particolare la separazione Snam-Eni, i debiti della Pubblica amministrazione verso le imprese e l'Autorità per i trasporti. Su quest'ultimo punto ci sarebbe un assenso di massima di Passera a rendere subito operativa l'Authority saltando il periodo transitorio che vedrebbe impegnata l'Autorità per l'energia chiamata ad estendere notevolmente le sue competenze. Sui pagamenti dei debiti alle imprese, invece, si ipotizza una modifica per restringere il periodo temporale in cui sarà adottata la Tesoreria unica alla quale dovrà affluire la liquidità di Regioni ed enti locali. Anche ieri sono proseguite le audizioni delle categorie. I benzinai di Fegica e Faib Confesercenti confermano l'intenzione di andare alla serrata se non verrà ripristinata la norma che abolisce i vincoli di esclusiva tra compagnie e gestori che non sono anche proprietari degli impianti.
Intanto, mentre il Dl marcia in Parlamento, il governo si è già mosso a livello comunitario per verificare che cosa gli altri Paesi hanno prodotto o produrranno in tema di liberalizzazioni per garantire una reale reciprocità tra imprese. Lo ha rivelato il ministro per gli Affari europei Enzo Moavero Milanesi: «Abbiamo chiesto con forza in sede di Consiglio europeo che la Commissione faccia un attento esame dell'impatto delle direttive di liberalizzazione». Nel mirino soprattutto energia e trasporti.

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