Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Passera chiama i magnifici sette

di Stefano Sansonetti 

Corrado Passera non ha perso tempo. Sistematosi da poco più di un mese sulla poltrona più importante del superdicastero di sviluppo e infrastrutture, il ministro ha assegnato sette consulenze nuove di zecca. Si tratta di incarichi quadriennali, quasi tutti iniziati lo scorso 5 dicembre, che alla fine costeranno 1 milione e 352 mila euro.

Ma a cosa servono queste collaborazioni? In sostanza si tratta di attività di consulenza che dovranno essere prestate in relazione al cosiddetto Pon-Gat.

La sigla, che sta per «Programma operativo nazionale-Governance e assistenza tecnica», indica un progetto cofinanziato dal Fesr, ovvero dal Fondo europeo di sviluppo nazionale. Il suo scopo è quello di rafforzare le competenze tecniche e le capacità di governo e programmazione delle pubbliche amministrazioni delle regioni inserite nell'Obiettivo Convergenza, ossia Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. In tutto, il fondo in questione ha una dotazione di 276 milioni di euro.

Insomma, i sette chiamati da Passera sono grosso modo dei funzionari-valutatori, sostanzialmente persone che si occupano di valutazione e monitoraggio dei flussi di spesa degli stessi fondi europei.

Per carità, anche i predecessori di Passera al ministero dello sviluppo economico hanno fatto largo uso di questo tipo di consulenze. Non è quindi anomalo che adesso l'ex banchiere attivi collaborazioni simili. Nel dettaglio, sei incarichi su sette prevedono un compenso annuo lordo di 50 mila euro. La restante consulenza, invece, si «ferma» a 38 mila euro. Tutti i rapporti hanno invece durata quadriennale, nel senso che sei su sette hanno avuto inizio il 5 dicembre del 2011 per una conclusione fissata al 30 novembre del 2015, mentre il rapporto residuo comincerà dal primo gennaio dell'anno prossimo, per concludersi sempre a fine novembre del 2015. A ogni modo gli anni di lavoro per ognuno dei sette sono circa quattro. Quindi alla fine del periodo sei consulenti su sette, quelli che incassano 50 mila euro lordi l'anno, si saranno portati a casa 200 mila euro ciascuno. Questi sei consulenti sono Valeria Benintende, Antonio Bucci, Stefania Civello, Claudia Frijia, Nunziata Gallo e Maria Mazzeo. Il loro costo complessivo alla fine della collaborazione sarà di 1 milione e 200 mila euro. Poi c'è l'ultima consulenza da 38 mila euro l'anno assegnata a Mirko Polito, che alla fine del rapporto avrà incamerato in tutto 152 mila euro. Cifra che, sommata ai precedenti 1,2 milioni, restituisce appunto un costo complessivo del pacchetto di collaborazioni di 1 milione e 352 mila euro. Addentrarsi nella descrizione negli incarichi è pressoché inutile, perché ci si trova di fronte al solito linguaggio burocratese. Tanto per fornire un esempio, nel gruppo ci sono consulenze per «attività di assistenza tecnica alla funzione di beneficiario del Pon-Governance assistenza tecnica 2007-2013 rimesse alla divisione IX, con particolare riguardo alle procedure di pagamento delle spese, alle attività di monitoraggio, gestione e controllo delle stesse, nonché alla gestione dei relativi aspetti contabili, fiscali e previdenziali». Dicitura che all'inizio bisogna un po' decrittare, ma che nella seconda parte riesce a spiegare grosso modo di che cosa si tratta.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«La priorità oggi è la definizione di un piano concreto e coraggioso per fruire dei fondi dedicat...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Sempre più al centro degli interessi della politica, ora la Banca Popolare di Bari finisce uf...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il post-Covid come uno spartiacque. Le aspettative dei 340 investitori che hanno partecipato alla di...

Oggi sulla stampa