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Passera: avanti su liberalizzazioni e frequenze

di Alessandro Trocino

ROMA — «È possibile che ci sarà un'altra manovra», dice Giulio Tremonti a «In mezz'ora», su Raitre. Poche ore dopo, ospite di «Che Tempo che fa», gli risponde senza incertezze Corrado Passera: «Non c'è nessuna altra manovra in arrivo». Intervistato da Fabio Fazio, il ministro dello Sviluppo rilancia sulle liberalizzazioni, annuncia l'intenzione di vendere le azioni di Intesa Sanpaolo, conferma che non ci sarà l'assegnazione gratuita delle frequenze del digitale tv e spiega di trovarsi bene in politica, non escludendo di continuare a occuparsene: «Non so se sono capace, non so se imparerò in tempi rapidi. Occuparsi del bene comune, però, è il più bello dei lavori: vedremo».
Dunque, nessun'altra manovra in vista, sostiene Passera: «Abbiamo messo in sicurezza l'Italia ed evitato il rischio-Grecia, che era a un passo. Abbiamo recuperato in credibilità, che è un prerequisito di tutte le altre cose. Adesso dobbiamo realizzare il piano che permetta di consolidare il rigore, che inneschi la crescita dopo dieci anni di non crescita». Il che non vuol dire che non ci sarà bisogno di nuove risorse: «Certamente ce ne sarà bisogno. Però adesso, dopo le misure dei primi dieci giorni, andremo a trovare le risorse con altre leve». Cioè, con la riduzione dei costi, la partecipazione del capitale privato agli investimenti, un miglior utilizzo dei fondi europei. E con la riduzione dell'evasione fiscale: «Il nostro impegno per combatterla sarà senza pace: dobbiamo reperire 120 miliardi che sono stati rubati agli altri. E bisognerà lavorare a un accordo con la Svizzera».
Quanto alle liberalizzazioni, che hanno trovato molti ostacoli, Passera spiega: «Nel decreto ci sono cose clamorose, positive e fortissime. Ma un paio di cose non sono andate dentro. Mi sono preso un'arrabbiatura pazzesca, ma non finisce qua. Il caso dei farmacisti è emblematico. Un grande peccato anche per loro, ma ci torniamo».
Anche sulle frequenze tv ci sarà un cambio di marcia, dopo l'ordine del giorno votato dal Parlamento che impegna il governo ad abbondare il cosiddetto «beauty contest», voluto dall'esecutivo di Silvio Berlusconi, che assegnava gratuitamente cinque o sei frequenze digitali: «Di fronte ai sacrifici chiesti agli italiani, pensare che un bene di Stato possa essere dato gratuitamente non è tollerabile. Verosimilmente non lo tollereremo». Passera risponde anche sul conflitto di interessi: «Togliamo il dubbio. A questo punto venderò le mie azioni in Intesa Sanpaolo, anche se è una disgrazia». Poi un passaggio sull'attacco di Diego Della Valle all'amministratore delegato delle Ferrovie Mauro Moretti — «Toni inaccettabili e non condivisibili» —, un accenno alla Fiat — «Dobbiamo fare in modo che continui a investire in Italia —, e infine una previsione sul prossimo futuro: «Prevarrà la saggezza e prevarrà il buon senso di utilizzare un'occasione un po' straordinaria di un governo in cui tutti insieme si lavora per fare le cose che sono necessarie al Paese. E quindi il tempo fino alla fine della legislatura ci sarà».
 

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