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Passa di mano il 2,5% di Camfin

Camfin continua a correre in Borsa e si avvicina alla soglia di un euro, valore che azzera lo sconto sul Nav (Net asset value). Ieri la holding a cui fa capo il controllo della Pirelli, congelata anche per eccesso di volatilità, ha chiuso in rialzo dell’8,11% a 0,88 euro. Gli scambi sono stati rilevanti, soprattutto se si pensa che il flottante sul mercato è molto risicato: i volumi hanno interessato 20 milioni di pezzi, pari al 2,5% del capitale passato di mano (oltre 6,5 volte la media giornaliera). Più cauta invece Pirelli (+0,63%).
Il rally a Piazza Affari è stato giustificato dagli operatori di Borsa con le attese sull’accorciamento della catena di controllo e l’ingresso di nuovi soci ai piani alti. «Nulla è allo studio che possa impattare, modificandoli, sugli attuali assetti di controllo di Camfin», ha dichiarato all’Ansa Marco Tronchetti Provera. «Comunque – ha aggiunto Tronchetti – al momento non sussistono trattative avanzate, o prossime alla conclusione, ne tantomeno accordi anche solo preliminari, riguardanti gli assetti proprietari di Camfin».
Voci di mercato riferivano ieri di un rastrellamento in corso a favore delle due fazioni in lite, Marco Tronchetti Provera da un lato e i Malacalza dall’altro. Da entrambi i lati arrivano solo smentite. Sulla carta, del resto, i patti parasociali siglati dai due partner impediscono alla famiglia genovese di acquistare altre azioni di Camfin, mentre lasciano mani libere su Pirelli (ma anche in questo caso ci sarebbe obbligo di comunicazione per acquisti superiori alla soglia dei 5 mila euro in quanto la famiglia Malacalza rappresenta parte correlata). Il punto – ci si domanda – è se l’esistenza di un contenzioso possa nei fatti svincolare i due ex partner dagli impegni presi. A piazza Affari circola perfino voci di una promessa di Acutis, socio tramite Vittoria Assicurazioni dell’8,5% di Camfin, di cedere la propria quota alla famiglia genovese. Voce che però fonti ben informate riferiscono essere priva di fondamento. Certo che se l’obiettivo dei Malcalza è quello di rafforzarsi oltre il 30% in Camfin dove oggi hanno direttamente il 12,5% e tramite Gpi un altro 12% circa, dovrebbero mettere in preventivo un’Opa molto onerosa. Camfin capitalizza infatti 694 milioni, quasi il doppio rispetto alle quotazioni dello scorso dicembre (0,5 euro) e ben distanti dai minimi della scorsa estate intorno a 0,2 euro. Un balzo che sta pian piano azzerando lo sconto sul nav: ad oggi è di appena il 16% e si sta avvicinando alla soglia di 1 euro che lo azzererebbe completamente. Il risultato è che, tecnicamente, diventa sempre più complicato trovare soci terzi disposti a pagare a prezzi così alti un ingresso nella holding.
Tronchetti Provera, nel frattempo, va avanti con i contatti con potenziali partner industriali. Come anticipato ieri dal Sole24 Ore, l’obiettivo al quale Pirelli sta lavorando già da tempo è quello di costituire una joint-venture con un partner industriale di un Paese emergente per ampliare i mercati di sbocco nella divisione delle gomme per mezzi pesanti. Gli interlocutori con i quali si sta sondando il terreno sono cinque gruppi cinesi, un paio coreani e i russi.
A fronte di un progetto industriale, il partner in joint potrebbe partecipare al riassetto del gruppo, seguendo lo schema-base dell’accorciamento della catena. Un progetto che a questo punto potrebbe subire un’accelerazione.
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