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Pass obbligatorio da metà ottobre per 20 milioni di lavoratori

Il green pass diventa obbligatorio per quasi 20 milioni di lavoratori. Da metà ottobre per accedere in ufficio come in fabbrica i dipendenti pubblici e privati dovranno averlo in tasca o mostrarlo sul cellulare. L’ufficializzazione arriverà questo pomeriggio con l’approvazione del decreto legge da parte del Consiglio dei ministri. La convocazione è arrivata subito dopo la conclusione dell’incontro con Cgil, Cisl e Uil ai quali il premier ha confermato le intenzioni del Governo di procedere rapidamente e con un unico decreto all’estensione del green pass. Nessun ulteriore rinvio, ha spiegato Mario Draghi accompagnato oltre che dai ministri del Lavoro, Andrea Orlando, e della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, anche dal titolare dello Sviluppo Giancarlo Giorgetti. Non che il tema non lo coinvolgesse direttamente ma la presenza del Capo delegazione della Lega, che peraltro per primo (lunedì) aveva esplicitato la volontà dell’Esecutivo di coinvolgere tutti i lavoratori, viene letta come un segnale di non belligeranza da parte del Carroccio nei confronti del provvedimento, nonostante ancora ieri Matteo Salvini abbia manifestato la sua contrarietà per un «obbligo che non c’è in nessun Paese europeo». E in effetti l’Italia potrebbe fare da apripista, soprattutto se confermerà di mantenere sotto controllo i contagi anche grazie al green pass, che rappresenta un forte incentivo a vaccinarsi. Proprio per questo – nonostante le richieste dei sindacati e il fortissimo pressing di Salvini ma anche della leader dell’opposizione Giorgia Meloni – il premier sembra intenzionato a resistere alla richiesta di gratuità dei tamponi, con i quali si può ottenere un green pass a breve scadenza.

Draghi non vuole rallentare la campagna vaccinale che a settembre ha raggiunto il livello minimo di iniezioni (80mila prime dosi al giorno).Assicurare test gratis ai lavoratori potrebbe pregiudicare il nuovo target che il Governo ha fissato per l’autunno: quello del 90% di over 12 vaccinati.La decisione definitiva verrà presa stamane nella Cabina di regia alla quale parteciperanno tutti i capi delegazione della maggioranza oltre ai ministri competenti. Subito dopo la ministra per gli Affari regionali, Mariastella Gelmini, incontrerà i Governatori guidati dal presidente del Friuli Venezia Giulia, il leghista Massimiliano Fedriga, che tornerà a rilanciare la richiesta di mantenere aperte le attività economiche anche in zona arancione proprio in forza del green pass. Una prospettiva che certo faciliterebbe anche il via libera di Salvini, che ancora non si è espresso (aspetto di vedere il provvedimento»). Ieri la Lega ha votato la fiducia al primo decreto Green pass. Alla Camera invece, in commissione Cultura il Carroccio ha votato con Fdi, contro un parere al secondo decreto Green pass.

Quel che sappiamo è che il decreto prevederà l’estensione dell’obbligo di green pass «a tutti i luoghi di lavoro pubblici e privati» da metà ottobre – si ipotizza l’11 ottobre o il 18 per dare più tempo ai ritardatari – il che significa una platea di 19,3 milioni di lavoratori a cui togliere 3,5 milioni di dipendenti dei settori istruzione e sanità dove di fatto già vige l’obbligo. Ma ai 16 milioni di lavoratori finora esclusi dovrebbero essere aggiunti – questo uno degli ultimi nodi da sciogliere dal punto di vista normativo – altri 3,3 milioni di lavoratori autonomi e liberi professionisti che lavorano in proprio e non hanno dipendenti, così come calcolati dalla Fondazione Consulenti per il lavoro.

C’è poi il capitolo delle sanzioni:la linea del Governo al momento è quello di estendere il modello già impiegato per la scuola e cioè la sospensione dal lavoro e lo stop allo stipendio forse già dal primo giorno (in pratica una aspettativa non retribuita) per chi non avrà il green pass, ma senza nessuna multa o ipotesi di licenziamento. Resta comunque da definire come verranno effettuati i controlli in uffici, negozi, fabbriche, ecc. Anche se si potrebbe estendere l’impiego della app già utilizzata oggi per verificare i green pass di chi entra oggi al ristorante o in palestra o su un treno a lunga percorrenza.

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