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“Pass anche nelle aule parlamentari” Il governo pressa e i partiti si allineano

Non arriva come un fulmine a ciel sereno: da mesi in Parlamento si parla di entrare in aula con il certificato verde. Ma ora siamo alla stretta: il governo, nel decreto che estende il Green Pass a tutti i lavoratori e persino ai volontari, invita «gli organi costituzionali, ciascuno nell’ambito della propria autonomia, ad adeguare il proprio ordinamento alle disposizioni”. E i partiti, insolitamente, rispondono di sì, da destra a sinistra. Si dicono favorevoli anche Salvini e Meloni, gli avversari del Green Pass, cercando di tenere sotto controllo i dissensi nelle loro file.«Se la politica impone il green pass ai lavoratori, e addirittura a chi fa volontariato, è ovvio che i politici devono essere i primi a rispettare queste regole, a partire dal Parlamento. Punto» chiarisce il leader leghista. «Siamo contrari ma non riteniamo di essere dei privilegiati, quindi faremo alle Camere la stessa cosa prevista nel Paese», dichiara Francesco Lollobrigida di Fratelli d’Italia, ricordando che già la questione era stata sollevata in capigruppo di Montecitorio due giorni fa. Il segretario dem Enrico Letta stoppa eventuali dubbi e discussioni: «Il Green Pass ai parlamentari? Assolutamente sì, ci mancherebbe che in Parlamento vigessero delle regole diverse da quelle della vita normale». Del resto lo stesso presidente Roberto Fico aveva ribadito che la Camera avrebbe proceduto come il resto d’Italia, e comunque già dal 6 agosto ristorante e biblioteche sono frequentabili dai deputati solo con green pass. Adesso però si tratta di farlo valere anche in aula. Il Parlamento deve decidere e votare. Se per sindaci, governatori e consiglieri locali il pass con il decreto del governo diventa d’obbligo, per le Camere vige l’autodichia, ovvero l’autonomia di decisione senza ingerenze esterne. Draghi non può imporre. Lo stesso vale per la Consulta e il Quirinale.Le capogruppo del Pd si sono date da fare. Debora Serracchiani e Simona Malpezzi hanno assicurato che proprio il Parlamento «deve dare l’esempio» e quindi accogliere l’invito del governo a estendere l’obbligo di green pass anche a senatori, deputati e personale di Palazzo Madama e Montecitorio». Idem il capogruppo al Senato dei renziani, Davide Faraone e quelli di Leu, Federico Fornaro e Loredana De Petris. Per i 5Stelle, Francesco D’Uva commenta: «Valuteremo l’applicazione come già è stato fatto ».Spetterà ai parlamentari-questori l’istruttoria. Poi la proposta passerà alla capigruppo e all’ufficio di presidenza: quest’ultimo si occuperà in particolare delle regole per i dipendenti. Alessia Morani, la deputata dem che già prima dell’estate aveva proposto il certificato verde alla Camera, si dice «rammaricata »: «Potevamo averlo già deciso, invece abbiamo dovuto attendere il richiamo del governo. Mi auguro che sotto sollecitazione dell’esecutivo si faccia in fretta. Ed è stata una ipocrisia averlo introdotto per le aree di ristorazione e la biblioteca e non per l’aula».

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