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Partiti, un velo sui finanziatori

Gli elenchi telefonici e i dati ricavati da social network non sono liberamente utilizzabili per la propaganda elettorale. Velo sui finanziatori, salvo le comunicazioni obbligatorie per legge. A mettere i paletti al trattamento dei dati da parte dei partiti e movimenti politici è il provvedimento generale del garante n. 107 del 6 marzo 2014 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di oggi 26 marzo 2014), che esonera una volta per tutte i partiti dall’obbligo di informativa in occasione delle consultazioni elettorali.

Ma vediamo di illustrare i punti salienti del provvedimento.

ISCRITTI

Partiti, movimenti, comitati per le «primarie» possono utilizzare senza consenso i dati di aderenti o di cittadini con cui intrattengono contatti regolari. Serve, invece, il consenso scritto per comunicare i dati all’esterno (ad esempio, ad altri partiti appartenenti alla stessa coalizione) o per diffonderli.

SIMPATIZZANTI

I dati dei simpatizzanti occasionali possono essere utilizzati solo con il consenso scritto dei cittadini e a condizione che abbiano ricevuto una informativa dettagliata. Stessa regola vale per la comunicazione a terzi e la diffusione dei dati di coloro che erogano finanziamenti e contributi, salvo i casi previsti dalla legge (ad esempio obbligo per i partiti di trasmettere alla Presidenza della Camera dei deputati l’elenco dei propri sovventori).

INFORMATIVA

Il partito e il movimento devono dare l’informativa al momento dell’adesione al partito o al movimento politico o prima della raccolta dei dati in occasione di singole iniziative (petizioni, proposte di legge, referendum). Il Garante ha preparato un modello di informativa.

Il Garante, contemporaneamente, ha esonerato in via definitiva partiti, movimenti, comitati e singoli candidati, che fanno propaganda elettorale utilizzando fonti pubbliche, dall’obbligo di rendere l’informativa dal sessantesimo giorno precedente la data delle consultazioni politiche, amministrative, referendarie o delle «primarie» al sessantesimo giorno successivo. Nel materiale inviato dovrà essere comunque indicato un recapito per l’esercizio dei diritti riconosciuti dal Codice privacy.

PROPAGANDA ELETTORALE

Mentre sono utilizzabili liberamente le liste elettorali, serve il consenso per sms, e-mail, mms, telefonate preregistrate e fax. Non possono essere mai utilizzati gli archivi dello stato civile, l’anagrafe dei residenti, le liste elettorali già utilizzate nei seggi o in cui vi siano dati annotati dagli scrutatori. Nel caso in cui si avvalgano di società che forniscono liste di nominativi o servizi di propaganda elettorale, i partiti hanno l’obbligo di verificare il corretto trattamento dei dati.

ELENCHI TELEFONICI

I dati personali degli intestatari di utenze pubblicati negli elenchi telefonici non possono essere utilizzati per finalità di propaganda elettorale e connessa comunicazione politica. Non si applica la normativa sul registro delle opposizioni.

SOCIAL NETWORK

Non è lecita la raccolta e il successivo utilizzo per l’invio, anche a mezzo e-mail, di messaggi, newsletter e di altro materiale di propaganda elettorale di dati raccolti automaticamente in Internet tramite appositi software; di liste di abbonati ad un provider; di dati pubblicati su siti web per specifiche finalità di informazione aziendale, comunicazione commerciale o attività associativa; di dati ricavati da social network, forum o newsgroup; di dati consultabili in Internet solo per le finalità di applicazione della disciplina sulla registrazione dei nomi a dominio.

DATI SANITARI

Non è lecito utilizzare particolari indirizzari o dati raccolti da strutture sanitarie, pubbliche e private, o da singoli professionisti sanitari, nell’ambito delle attività di diagnosi e cura.

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