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Partite Iva, ok allo smaltimento

Parte la pulizia dell’archivio dei contribuenti Iva con la cancellazione di quelli inoperosi. Con la risoluzione n. 35/E del 3 aprile 2014, l’Agenzia delle entrate ha istituito il codice tributo per il versamento della sanzione a seguito della comunicazione di cessazione d’ufficio della partita Iva inattiva. L’intervento dell’Agenzia lascia presumere l’attivazione a breve della procedura prevista dalle disposizioni del comma 15-quinquies dell’art. 35, dpr n. 633/72, introdotte dal dl n. 16/2012. Secondo queste disposizioni, infatti, le Entrate, sulla base dei dati e degli elementi in possesso dell’anagrafe tributaria, individua i soggetti titolari di partita Iva che, pur obbligati, non abbiano presentato la dichiarazione di cessazione di attività e comunica loro che provvederà alla cessazione d’ufficio. Ricevuta la comunicazione, il contribuente avrà 30 giorni di tempo per fornire all’Agenzia chiarimenti, segnalando eventuali elementi non considerati o erroneamente valutati dall’amministrazione. Se, a seguito del contraddittorio l’Agenzia, riterrà di dover confermare la decisione, provvederà anche a iscrivere a ruolo a titolo definitivo la sanzione prevista per l’omessa presentazione della dichiarazione di cessazione dell’attività (misura minima edittale, pari a 516 euro). L’iscrizione a ruolo non è però eseguita se il contribuente provvede spontaneamente a pagare la somma dovuta entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione. In tal caso, l’importo della sanzione è pari ad un terzo del minimo edittale, cioè a 172 euro. Il versamento spontaneo della sanzione ridotta va effettuato utilizzando il particolare modello F24 versamenti con dati identificativi, indicandovi: il codice tributo 8120; nella sezione contribuente, i dati anagrafici e il codice fiscale del soggetto che effettua il versamento; nella sezione erario ed altro; il codice atto e l’anno di riferimento (nel formato AAAA); reperibili nella comunicazione recapitata dall’agenzia; nel campo tipo, la lettera R. La risoluzione fornisce anche istruzioni per il versamento con il modello F24 enti pubblici. Va ricordato che la relazione tecnica del dl n. 98/2011, con il quale era stata introdotta una prima versione del comma 15-quinquies dell’art. 35, poi modificata dal dl n. 16/2012, stimava in almeno due milioni il numero di partite Iva inattive. In teoria, quindi, se questo fosse il numero dei destinatari e se tutti accettassero di pagare la sanzione ridotta, l’azione del fisco potrebbe portare all’erario la somma di quasi 350 mln di euro. Con la stessa risoluzione n. 35, infine, l’Agenzia fa sapere di avere soppresso i codici tributo 8007 e 8110, per il versamento delle somme dovute ai fini dell’estinzione agevolata delle partite Iva inattive.

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