Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Partite Iva nutrite dai forfettari

Popolo delle partite Iva: cresce solo l’esercito dei nuovi forfettari. Questi ultimi infatti costituiscono circa un terzo delle nuove aperture registrate a luglio 2016 con una crescita del 2% rispetto all’anno precedente. Per tutti gli altri invece i dati diffusi dall’osservatorio sulle partite Iva del Dipartimento delle Finanze sono negativi.

Nello scorso mese di luglio sono state infatti aperte 37.512 nuove partite Iva con una flessione dell’8,4% rispetto alle aperture registrate nello stesso mese dell’anno precedente.

Il nuovo regime agevolato introdotto dalla legge n.190 del 2014 sembra essere l’unico stimolo reale all’apertura e all’avvio di nuove iniziative imprenditoriali e professionali confermando il trend già misurato nell’anno di introduzione. Nel 2014 infatti il rilevante numero di aperture di partite Iva, tornate a crescere dopo due anni consecutivi di flessione, era da imputare proprio all’avvento del nuovo regime agevolato per le piccole attività d’impresa e di lavoro autonomo.

Per il resto i dati diffusi dall’osservatorio delle partite Iva non lasciano dubbi: le aperture risultano in calo per ogni tipologia di natura giuridica. Nello specifico segnano una flessione a doppia cifra del 13,6% le aperture di nuove posizioni Iva da parte delle società di persone, calo che scende all’8,8% per le società di capitali e del 7,6% per le persone fisiche.

Esaminando più in dettaglio i dati relativi alle persone fisiche, all’interno delle quali si posizionano i soggetti in regime forfettario, l’osservatorio del Mef evidenzia come i dati del luglio scorso confermano alcune tendenze già verificate in passato. Nello specifico resta stabile il rapporto fra maschi e femmine, con i primi che si attestano attorno al 62% delle nuove partite Iva aperte nel mese di luglio scorso.

All’interno delle nuove partite Iva la maggior parte degli avviamenti è riferita a giovani di età fino a 35 anni (situazione tipica delle nuove iniziative in regime di vantaggio) con evidente calo invece dei soggetti compresi nella fascia di età 36-50 anni che fanno segnare un calo del 12,7%.

Fra le persone fisiche che nello scorso mese di luglio hanno aperto una nuova posizione Iva il 18,8% risulta inoltre nato all’estero.

Passando all’esame dei dati disaggregati a livello di singoli comparti economici l’osservatorio delle partite Iva evidenzia come il maggior numero delle aperture sia da ascrivere al commercio (22,2%) e dalle attività professionali (13%).

Fra i settori più attrattivi nei quali si attestano incrementi nel numero delle aperture Iva da segnalare la sanità (+20,5%) e l’agricoltura (+8%). Sempre meno attraenti invece i servizi informativi (-21,8%), il commercio (-17,3%) e i servizi alle imprese (-12,7%).

Per quanto riguarda invece la distribuzione territoriale delle nuove partite Iva la parte del leone spetta al Nord con il 42,7% delle aperture. Dati inferiori invece per il Centro (34,2%) e per il Sud e Isole (22,2%).

Andrea Bongi

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Il consiglio di Atlantia (e quello di Aspi) hanno risposto al governo. Confermando di aver fatto tut...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Serviranno ancora un paio di mesi per alzare il velo sul piano industriale «di gruppo» che Mediocr...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il piano strategico al 2023 rimane quello definito con Bce e sindacati. Ma una revisione dei target ...

Oggi sulla stampa