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Partite Iva, niente rincari rateizzazione con Equitalia È scontro sugli sfratti

Si va verso una soluzione per il regime di tassazione delle «piccole» partite Iva. Dopo gli annunci del premier Renzi, che aveva definito la norma un «autogol» e le proteste della categorie ieri Marchi (Pd) e Sisto (Fi), relatori al decreto «Milleproroghe» in discussione alla Camera hanno annunciato l’intenzione del governo di appoggiare un emendamento di Scelta Civica che correggerà la legge di Stabilità. Pressing per un intervento anche da parte di Ncd.

Ancora aperta la soluzione tecnica: secondo quanto riferito dai relatori la proposta di modifica potrebbe prorogare il vecchio regime fino al 2016, sancendo per un anno la retromarcia rispetto alla stretta prevista dalla legge di Stabilità 2015, oppure mettere in campo una libera opzione tra vecchio e nuovo sistema. Sebbene siano presenti alcuni emendamenti parlamentari per il momento è meno probabile che si intervenga anche sulla sterilizzazione delle aliquote contributive degli autonomi che quest’anno sono salite dal 27 al 30,72 per cento.
La questione nasce con la legge di Stabilità. Prima di allora la normativa prevedeva che i giovani professionisti con meno di 35 anni potevano beneficiare di una aliquota Irpef forfettaria del 5 per cento, per cinque anni, a condizione di avere un reddito imponibile sotto i 30 mila euro.
La «Stabilità» ha invece disposto un aumento dell’aliquota dal 5 al 15 per cento e dimezzato la soglia minima di reddito a 15 mila euro con una graduazione fino a 40 mila euro differenziata in relazione alla categoria di appartenenza del contribuente. Inoltre il nuovo regime non ha limiti didurata ed età.
Il popolo delle piccole partite Iva ha protestato per il rincaro ma anche perché, nelle ultime settimane, nell’incertezza della normativa, in molti hanno dovuto rinviare l’emissione delle fatture. C’è comunque da segnalare che con il regime previsto dalla «Stabilità » la platea dei beneficiari, secondo quanto dichiarato da Rossella Orlandi, direttore dell’Agenzia delle entrate, si sarebbe allargata a circa 700 mila nuovi soggetti. Investe il fisco anche un altro emendamento dei due relatori Pd-Fi, in accordo con il governo, che riapre i termini per beneficiare della rateizzazione per i debiti con Equitalia.
La modifica al testo consente ai contribuenti che sono decaduti dal beneficio della rateazione delle cartelle esattoriali entro il 31 dicembre 2014 di richiedere la concessione di un nuovo piano di rateazione, fino a un massimo 72 rate mensili. La richiesta dovrà essere presentata entro il 31 luglio 2015 e nei confronti del contribuente non potranno essere avviate nuove azioni esecutive.
Passando alla questione casa, tra i tanti argomenti del decreto in discussione alla Camera, il ministro per le Infrastrutture Maurizio Lupi ha annunciato che non ci sarà «nessuna proroga o mini-proroga degli sfratti». Il «no» ha provocato le proteste del Pd, di Sel e della Cgil. Mentre la Confedilizia ha apprezzato lo stop.
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