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Partite Iva e negozi, le Poste varano il pagamento «Qr code»

La sperimentazione partirà tra una ventina di giorni. Il gruppo Poste è pronto ad avviare il progetto che utilizza i codici Qr per effettuare i pagamenti via smartphone. Il telefonino, insomma, per gli acquisti nei negozi, per pagare un artigiano o per saldare la fattura di un commercialista, il tutto senza l’obbligo di un Pos e dei relativi costi. La novità l’ha anticipata il ministro Francesco Boccia, spiegando che «Poste sta facendo un grande sforzo per portare a zero le commissioni». L’operazione del gruppo guidato da Matteo Del Fante, sebbene coincida con i giorni di fibrillazione nell’esecutivo sui tetti all’utilizzo del contante e lo sviluppo dei pagamenti cash less, è partita un anno fa. L’obiettivo è abbattere i costi diretti e indiretti delle transazioni elettroniche, offrendo un nuovo servizio a esercenti, partite iva e professionisti. La scelta tecnologica, come detto, punta sul Qr code (codici a barre) per le transazioni via smartphone, sfruttando la massa critica di Poste. La direzione Pagamenti e Mobile, affidata a Marco Siracusano, può già contare su 20 milioni di carte PostePay, 8 milioni di carte BancoPosta, 11 milioni di app PostePay e 5 milioni di digital wallet. Il progetto pilota parte in 50 negozi e bar del quartiere Eur di Roma. Da gennaio 2020 l’avvio in tutta Italia.

Andrea Ducci

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