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Partite Iva inattive, chiusura senza sanzioni

Le nuove semplificazioni fiscali fanno spazio alla chiusura delle partite Iva inattive. Una chiusura d’ufficio e senza sanzioni, quella che a oggi ha trovato posto nel decreto correttivo alla delega fiscale sulla semplificazione degli adempimenti tributari. E che il Governo sembra intenzionato a esaminare in prima lettura al Consiglio dei ministri della prossima settimana (si ipotizza già lunedì). Un via libera, tra l’altro, sul filo di lana per non far decadere la delega: l’Esecutivo infatti ha 18 mesi di tempo dall’entrata in vigore dei provvedimenti attuativi per adottare uno o più decreti correttivi. Per le semplificazioni la deadline è il 12 giugno prossimo.
Il taglio alle comunicazioni
L’obiettivo del Governo è di ridurre gli oneri da adempimento che gravano su imprese e professionisti, eliminando ad esempio una serie di comunicazioni oggi ritenute superflue in quanto i dati richiesti o sono già a disposizione del Fisco o possono arrivare alle Entrate da altri canali. Uno di questi sarà la fatturazione elettronica B2B (business to business) che, pur rimanendo opzionale, prevederà l’addio a invii di informazioni come lo spesometro, i rapporti con Paesi black list, la concessione di beni e i finanziamenti ai soci o l’obbligo di registrazione delle fatture d’acquisto con San Marino.
La «pulizia» dei dati
Con le semplificazioni l’amministrazione finanziaria procede anche a una “pulizia” dei dati in suo possesso. In quest’ottica va letta la chiusura delle partite Iva “morte”: l’agenzia delle Entrate procede alla chiusura delle partite Iva se nei tre anni precedenti non è stata svolta alcuna attività dal contribuente. Quest’ultimo, prima della cancellazione d’ufficio, riceverà comunque un alert sullo stato della sua posizione e potrà evitare la chiusura replicando all’amministrazione finanziaria.
L’operazione non prevede l’applicazione di sanzioni amministrative come invece era accaduto in passato con la precedente chiusura datata 2011.
Novità in arrivo anche per l’erogazione delle quote del 2 per mille alle associazioni culturali e del 5 per mille, di cui proprio ieri l’agenzia delle Entrate ha reso noti i 51mila candidati. Con la semplificazione la liquidazione di queste somme ai soggetti scelti dai contribuenti avverrà più velocemente: il calcolo delle opzioni sarà effettuato sulle dichiarazioni presentate entro giugno/settembre senza più attendere l’arrivo dei modelli integrativi(di regola ottobre per il 730 e ancora più in là per Unico).
Gli immobili
Nell’ottica di ridurre il flusso delle informazioni annuali che vengono richieste ai contribuenti vanno viste anche due modifiche riferite agli immobili. Per le case detenute all’estero l’obbligo di comunicazione in dichiarazione dei redditi scatterà solo in caso di variazioni intervenute nell’anno precedente. Lo stesso vale per i contratti di locazione che non entreranno più ogni anno nella denuncia dei redditi a meno di modifiche.
La moratoria estiva
Chiesta a gran voce dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili arriva la già annunciata moratoria estiva degli adempimenti. In pratica chi riceverà dal Fisco una comunicazione amministrativa dal 1° al 31 agosto di ogni anno avrà 30 giorni di proroga per rispondere: tutto sarà rinviato a settembre dopo la pausa estiva. La moratoria riguarderà anche gli avvisi bonari, come ad esempio quelli recapitati lo scorso anno su Unico 2013.
Certificazioni uniche
Nel capitolo differimento dei termini i sostituti d’imposta avranno più tempo per l’invio delle Certificazioni uniche (Cu)dei redditi: la scadenza del 28 febbraio slitterà avanti di un mese al 31 marzo di ogni anno.
F24 sopra i mille euro
Buone notizie per chi è privo di partita Iva e ha poca confidenza con la tecnologia. Cade l’obbligo della delega di pagamento elettronico (F24) sopra i mille euro. Una misura tesa a semplificare la vita soprattutto ai pensionati non più obbligati a ricorrere all’aiuto del commercialista o del Caf, in alcuni casi anche a pagamento.
Le misure per le imprese
Per le imprese attenzione focalizzata anche alle opzioni per i regimi speciali. Se il precedente decreto semplificazioni (decreto legislativo 175/2014) aveva fatto entrare la scelta nel modello Unico senza procedere a una comunicazione autonoma, ora il passo avanti con il decreto correttivo è che il rinnovo per l’adesione alla trasparenza fiscale, al consolidato nazionale e a quello mondiale, così come alla tonnage tax, sarà tacito.
Addio anche all’obbligo di tenuta del registro delle lettere di intento per i soggetti che operano con l’estero e si avvalgono delle agevolazioni Iva come esportatori abituali.

Marco Mobili
Giovanni Parente

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