Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Partite Iva contro l’aumento Inps

Anno 2015, le partite Iva iscritte in via esclusiva scappano dalla gestione separata dell’Inps per evitare l’aumento di tre punti percentuali (dal 27,72 al 30,72) dei contributi da versare, con la prospettiva di arrivare al 33,72% nel 2018. Si tratta di circa 200mila ricercatori, traduttori, informatici e altri professionisti operanti nel terziario avanzato senza l’obbligo di iscrizione agli ordini professionali con relative Casse di previdenza.
Fotografi, grafici e informatici, per esempio, si possono iscrivere alla gestione artigiani, sempre dell’Inps;?traduttori, pubblicitari, organizzatori di eventi e chi fa ricerche di mercato emigra alla cassa commercianti. In entrambi i casi si può beneficiare di aliquote inferiori al 24 per cento. Acta, associazione che riunisce e rappresenta questi professionisti, ha organizzato per il 21 gennaio un workshop in cui si forniranno le informazioni necessarie agli interessati. «La fuga dalla gestione separata – afferma Anna Soru, presidente di Acta – è iniziata da tempo. Molti sono passati soprattutto alla gestione commercianti, altri hanno l’opzione dell’ordine professionale anche se l’iscrizione non è obbligatoria per l’attività che svolgono, molti stanno andando all’estero o si utilizza la formula del diritto d’autore».
Ieri è nato un comitato parlamentare apartitico (#PartiteIva #LaPartitanonèchiusa) presieduto da Barbara Saltamartini che ha l’obiettivo di congelare l’aumento dei contributi e modificare il nuovo regime dei minimi. Il primo passo dovrebbe essere la presentazione di un emendamento al decreto legge Milleproroghe che blocchi al 27% l’aliquota contributiva. Nei giorni scorsi è arrivata anche l’apertura del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, per individuare misure correttive.
I professionisti auspicano che sia la volta buona, dato che l’aumento non è una novità, essendo previsto dalla legge 92/2012 e finora, nonostante ci fosse tutto il tempo necessario, non è stato fatto nulla per evitarlo. A fine 2013, invece, si era intervenuti con la legge di stabilità per congelare, ma solo per un anno, il passaggio dal 27,72 al 28,72 per cento. Senza ulteriori interventi è però ora ripresa la crescita dell’aliquota prevista dalla riforma Fornero. «Chiediamo l’equiparazione a commercianti e artigiani» precisa Soru, bloccando l’aumento e modificando la situazione attuale.
Ma anche sul fronte della modifica della tassazione c’è grande fermento negli ultimi giorni. È di ieri l’ipotesi lanciata dal sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti, per “ripristinare” il regime del 5% almeno per tutto il 2015 e farlo, così, convivere con il nuovo forfettario con imposta sostitutiva al 15% e soglie di ricavi variabili in base all’attività. «Ho proposto ieri mattina al Ministro, e lo stiamo studiando insieme al viceministro Casero – ha spiegato il sottosegretario – – un primo intervento nella conversione del Milleproroghe con la riproposizione del vecchio regime nel 2015, così risolviamo per il 2015 e non si perdono però i vantaggi del nuovo regime». Naturalmente è una soluzione che richiederebbe una copertura economica , in vista poi di un riallineamento tra le discipline dei due regimi da effettuare con uno dei decreti della delega fiscale, per la quale diventa sempre più forte l’ipotesi di una proroga per l’attuazione (ieri è cominciata in commissione Finanze anche l’esame di un progetto di legge di iniziativa parlamentare).
L’ipotesi Zanetti si aggiunge alle altre iniziative di deputati e senatori. Come anticipato dal Sole 24 Ore di ieri, il Pd ha presentato una risoluzione per modificare le soglie di ricavi del forfettario e cercare di innalzare tutte quelle fissate al di sotto dei 30mila euro. È il caso, per esempio, proprio dei professionisti che attualmente possono restare nel forfettario solo se ricavi o compensi non superano i 15mila euro.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

ROMA — Un’esigenza comune percorre l’Europa investita dalla seconda ondata del Covid-19. Mai c...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

ROMA — L’Italia è pronta ad alzare le difese, e si allinea con l’Unione europea, nei confront...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

MILANO — Nel giorno in cui il consiglio di Atlantia ha deliberato il percorso per uscire da Aspi, ...

Oggi sulla stampa