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Partita onerosa, il contenzioso continua

La sentenza 2007/2018, con cui la Cassazione ha affermato la natura innovativa delle modifiche all’articolo 20 del Tur recate dalla legge di stabilità, non sorprende. È noto che gli emendamenti diretti ad attribuire alla modifica (prevista dal Ddl governativo) valenza interpretativa – proprio nell’assunto della sua incidenza pro futuro sull’estensione (nelle parole della Corte) dell’«attività di riqualificazione giuridica – e non, dunque, economica – della fattispecie» – hanno avuto vita breve, stante l’assenza di copertura finanziaria. Un intervento retroattivo avrebbe infatti travolto gli accertamenti non definitivi fondati sul consolidato orientamento della Cassazione secondo cui, in base all’articolo 20, «gli effetti giuridici dell’atto presentato per la registrazione» dovevano essere desunti sulla base degli elementi extratestuali e dagli atti ad esso collegati.
È questo il caso del conferimento d’azienda (atto dispositivo di beni di primo grado) seguito dalla vendita della partecipazione nella conferitaria; negozi ritenuti collegati al fine di raggiungere un assetto di interessi (causa concreta) diverso da quello tipico, risultante dalla mera sommatoria dei loro effetti giuridici. Pertanto, secondo la Cassazione, solo gli atti tra loro causalmente collegati portati alla registrazione dal 1° gennaio 2018 dovrebbero essere interpretati atomisticamente alla luce del nuovo articolo 20.
L’affermata irretroattività delle integrazioni all’articolo 20 non determina comunque conseguenze pregiudizievoli per i contribuenti con riferimento agli atti di vendita di partecipazioni totalitarie registrati prima della suddetta data. L’indirizzo minoritario della Cassazione che, in contrasto con quello sopra richiamato, riqualifica il puro e semplice atto di vendita delle azioni/quote (non preceduto dal conferimento) in vendita dell’azienda posseduta dalla società “compravenduta”, prescinde infatti tanto dagli “elementi extratestuali” quanto dalla sussistenza di un collegamento negoziale con altri atti, valorizzando la sostanza economica dell’operazione (il trasferimento del controllo dell’azienda). In questo senso, dunque, le integrazioni apportate dal legislatore all’articolo 20 non incidono sul trattamento dell’operazione, già espressamente disciplinata dall’articolo 11, p. I, della Tariffa (che non distingue tra cessione totalitaria o parziale del capitale). In altri termini, a prescindere dalla valenza retroattiva o meno del “nuovo” articolo 20, il suddetto orientamento non è condivisibile poiché la causa concreta del negozio di “pura” vendita delle partecipazioni coincide con la causa tipica di tale contratto e non è, dunque, ricostruibile alternativamente rispetto a quella predeterminata dal codice civile. Inoltre, nella vendita della partecipazione totalitaria, il bene di primo grado non è coinvolto nella regolamentazione degli interessi, essendo l’oggetto di tale negozio rappresentato solo dal bene di secondo grado. A ben vedere, tale orientamento non mette neppure in discussione la causa del contratto di vendita (che resta quella tipica) ma il suo oggetto (azienda piuttosto che azioni). Il “vecchio” articolo 20 Tur, come interpretato dall’orientamento de quo, contrasta altresì con:
l’articolo 5, paragrafo 2, della direttiva 2008/7/Ce, comportando l’assoggettamento ad imposta proporzionale di un’operazione (la vendita di azioni) che deve rimanere esente da ogni imposta indiretta, onde evitare di frustrare la finalità della direttiva di favorire il “raggruppamento e lo sviluppo delle imprese” (si veda la risoluzione ministeriale 251368/1983);
la direttiva Iva (che esenta la negoziazione di azioni) e con il principio di alternatività di cui all’articolo 40 Tur. La Cgue (C-651/11) ha infatti stabilito che la vendita di azioni è, «a prescindere dall’entità delle quote», un’operazione che, se non è accompagnata dal «trasferimento di elementi dell’attivo patrimoniale» non può essere ricostruita ai fini Iva quale «trasferimento di un’universalità totale o parziale di beni».

Giovanni Panzera da Empoli

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