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Partita Edison ancora aperta

di Simone Filippetti

Ennesimo rinvio per il rebus Edison. Il nodo della separazione tra Italia e Francia rischia un ulteriore ritardo, probabilmente verso metà dicembre. Oggi scade la proroga dei patti tra Edf e Delmi i due soci che oggi controllano Edison (trami la holding Tde), concessa il mese scorso. Ce ne vorrà un'altra: è la quarta da inizio anno (dopo quella di marzo, di metà settembre e fine ottobre).

Ora, a dar retta ad alcuni rumors, il nodo è dovuto un'eventuale ricapitalizzazione di Edison: Edf vuole inserire la clausola nell'accordo, gli italiani non sarebbero favorevoli. Di qui, la necessità di trattare ancora, così come su altri punti ancora da definire quali la distribuzione del debito Edipower (la società di Edison oggetto di spezzatino tra Italia e Francia) e il diritto di veto degli italiani su operazioni straordinarie. Senza un accordo, la riunione "informale" del consiglio di sorveglianza di A2A (socio forte di Delmi) prevista ieri, per preparare i lavori del consiglio vero e proprio atteso oggi, è saltata. I francesi non sembrano d'accordo a concedere una proroga e risale dunque la tensione: mentre ieri il presidente del consiglio di gestione di A2A Giuliano Zuccoli ventilava lo scenario di una proroga, da Parigi inizialmente hanno fatto muro. Poi, in tarda serata, una dichiarazione da fonti vicine all'azienda ha ammorbidito i toni. Nessuna scadenza, ma fare in fretta per il riassetto di Foro Bonaparte: «Edf è convinta, nell'interesse di Edison e considerata la situazione economica e finanziaria, che sia necessario muoversi molto rapidamente».

D'altronde Edison è in stallo da almeno nove mesi: italiani e francesi avevano una bozza di accordo a marzo ma l'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti, sulla scia delle polemiche sull'invasione francese (in quei giorni Lactalis stava acquisendo Parmalat) entrò nella delicata vicenda e congelò tutto. Si è dovuto ricominciare daccapo e dopo un lungo braccio di ferro di fatto, nonché polemiche interne a Delmi, i negoziati veri e propri sono iniziati solo a metà ottobre quando, nel corso del cosiddetto «vertice di Parigi», Edf e A2A sono entrati nella discussione vera e propria dell'accordo. L'impianto di massima prevede la fine di Transalpina di Energia, la holding, ma la permanenza per altri tre anni degli italiani in Edison, con un'opzione di uscita parametrata alla redditività futura dell'azienda (per evitare che Delmi incameri una forte minusvalenza).

Ancora tutto è possibile: la schiera di advisor al lavoro (Lazard per Edison, Mediobanca e Cleary Gottlieb per gli italiani; Morgan Stanley, Bnp Paribas e Accuracy per i francesi) e gli uomini di Edf capeggiati da Thomas Piquemal, da quattro giorni a Milano, stanno trattando a oltranza con il dg di A2A Renato Ravanelli. Difficilmente un accordo sarà raggiunto oggi e quindi lo slittamento appare necessario. La tempistica indicata dagli italiani, ossia metà dicembre e comunque entro Natale, potrebbe essere un compromesso accettabile, con il risultato di avere l'agognato accordo entro la fine dell'anno.

Sempre oggi dovrebbe poi tenersi il consiglio di A2A: il presidente Graziano Tarantini e il vice Rosario Bifulco avrebbero dovuto dare il via libera all'intesa definitiva rendendo vincolanti gli accordi, ma quella di oggi sarà probabilmente un incontro puramente informativo. Ancora ieri pomeriggio il numero uno di Iren, Roberto Bazzano, uno dei soci di minoranza di Delmi, parlava di una situazione convulsa. Sul mercato è anche trapelata l'idea di una discesa in campo di Corrado Passera, neo-ministro delle Attività Produttive ed ex ad di Intesa Sanpaolo. Ma dai vertici di A2A è arrivata una smentita. In ogni caso uno slittamento potrebbe anche essere utile per sciogliere l'altro nodo di Edison, ossia il rebus dell'Opa. Se l'accordo passerà, i francesi saliranno al 50% di Edison (il 30% detenuto via Tde e un altro 20% detenuto direttamente), ma da Parigi vogliono un'esenzione dall'Opa. La questione è la vaglio della Consob a cui i francesi hanno avanzato un quesito formale: non c'è una tempistica ufficiale, ma secondo fonti di mercato una risposta sarebbe attesa per metà dicembre, proprio in concomitanza dell'eventuale rinvio dei patti. La proroga di Edf e Delmi sarebbe dunque funzionale a tutto l'accordo, perché l'ok all'accordo è subordinato alla condizione che non vi sia Opa, altrimenti tutto andrà rinegoziato.

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