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Partenza sprint per Twitter

Twitter ha debuttato a Wall Street cavalcando a briglia sciolta l’entusiasmo degli investitori: il titolo del leader del microblogging ha aperto a 45,10 dollari, impennandosi rispetto ai 26 dollari del prezzo di collocamento. E poi salito fino a 50 dollari e si è assestato a quota 44,90 (+72,7%). La capitalizzazione, partita da 14,4 miliardi, ha raggiunto i 24,5 miliardi di dollari, e sale a oltre 30 miliardi contando opzioni e warrant. Di più: l’exploit di Twitter è avvenuto in una giornata grigia sul mercato, con cali anche nei titoli di altri grandi social media quali Facebook a LinkedIn.
Twitter ha cercato di far colpo fin dal suono della campanella al Nyse: anziché i dirigenti del gruppo – il ceo Dick Costolo e il chairman e fondatore Jack Dorsey – sul podio si sono presentati l’attore Patrick Stewart, noto protagonista della popolare serie Star Trek, e Vivienne Harr, una bambina di nove anni che grazie a Twitter ha lanciato una campagna per la lotta alla schiavitù minorile.
Lo sbarco ha rastrellato oltre 1,8 miliardi di dollari, il collocamento hi-tech più ambizioso da quello di Facebook nel 2012. E ha avuto luogo a un prezzo elevato rispetto ai conti del gruppo, tenendo il mercato con il fiato sospeso: 22 volte il fatturato dell’anno prossimo, quasi il doppio della rivale Facebook. Senza contare che l’azienda non fa ancora profitti, anzi ha raddoppiato le perdite nel terzo trimestre pur raddoppiando il giro d’affari. Dal 2010 ha perso 440 milioni.
La domanda per i 70 milioni di titoli collocati da un consorzio di banche guidato da Goldman Sachs è stata però molto robusta: stando a indiscrezioni, circa 30 volte l’offerta. È in questo clima che l’azienda ha alzato per due volte il prezzo dell’Ipo: prima a 23-25 dollari da 17-20, poi nella serata di mercoledì, stabilendo il pricing del debutto, a 26 dollari. Tra le banche che hanno gestito la sottoscrizione, guidate da JP Morgan, erano sorte in realtà proposte di un prezzo iniziale anche più alto, 27 o 28 dollari, bocciate però per evitare eccessi.
Il titolo, fin dai primi scambi, ha polverizzato non solo il pricing ma i target annuali di numerosi analisti, che pure avevano raccomandato l’acquisto: dai 32 dollari di Cantor Fitzgerald ai 33 dollari di Rbc e ai 43 di Evercore. Solo i traguardi più ottimisti hanno resistito: tra questiTopeka Capital con 54 dollari e SunTrust con 50 dollari. Alcuni operatori, però, hanno lanciato moniti, soprattutto ai piccoli investitori: invitando a vendere alle attuali quotazioni e suggerendo ai risparmiatori di tenersi alla larga dal titolo a causa della potenziale volatilità. Il forte rialzo è stato favorito dal fatto che l’Ipo è stata di dimensioni limitate e che solo il 20% dei titoli collocati è stato destinato a investitori retail, il resto è finito a un ristretto gruppo di una trentina di istituzioni e clienti. Facebook aveva offerto fin dall’inizio più titoli, con il 26% per i piccoli investitori. I timori di bolle speculative sono aggravati dall’impennata del comparto dei social media e che potrebbe contagiare Twitter: Facebook ha guadagnato l’85%, LinkedIn è salito del 92% e Yelp del 253%. La valutazione di Twitter è complicata da previsioni ancora discutibili sul modello del business. EMarketer prevede che il giro d’affari raddoppi ancora a circa un miliardo l’anno prossimo e Pivotal Research vede Twitter nel 2018 con un giro d’affari di 4,04 miliardi da 646 milioni stimati per l’anno in corso. Sanford Bernstein ipotizza entro allora 4,47 miliardi di fatturato. «Abbiamo molto lavoro davanti a noi», ha ammesso l’ad Costolo. I capitali dell’ipo saranno investiti nella società». Costolo e il co-fondatore e chairman Dorsey possono comunque sorridere: le loro quote in Twitter sono stimate in 353 milioni e 1,1 miliardi di dollari.

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