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Partenza sprint per il 730 precompilato

Partenza sprint per il 730 precompilato. Nel primo giorno in cui la dichiarazione dei redditi è stata consultabile, gli accessi hanno toccato quota 120mila di cui quasi due terzi sono avvenuti con il pin dell’Inps. La grande attesa è testimoniata anche dalle richieste di attivazione a Fisconline che nei primi tre mesi e mezzo del 2015 sfiorano il milione. La corsa alla precompilata non ha, comunque, provocato intoppi tecnici. Fin qui i numeri, ma non sono mancate le segnalazioni di errori, incongruenze o dati mancanti da parte dei contribuenti (arrivate attraverso i canali attivati dal Sole 24 Ore). Ma andiamo con ordine.
Gli ingressi
Secondo l’Agenzia gli utenti della precompilata sono stati 117.193 (fino alle 17, ultima rilevazione effettuata). Gli accessi allahome page del sito dedicato al 730 sono stati 215.329, a dimostrazione del fatto che molti utenti sono tornati sul portale più volte nell’arco della stessa giornata. Alcuni sono entrati più di una volta anche alla pagina di visualizzazione del modello, visto che il dato si è attestato sui 138.244 accessi.
Dei quasi 120mila visitatori, 80mila hanno usato i codici di accesso dell’Inps. Ma proprio il Pin dell’Istituto di previdenza ha generato alcune perplessità: in moltissimi, ieri, hanno tentato di accedere al portale credendo di essere in possesso della “chiave”, ma hanno poi scoperto di avere un Pin non abilitato. Il servizio del 730 precompilato, infatti, è riservato a chi ha un Pin «dispositivo», ossia il codice Inps che serve per richiedere le prestazioni e i benefici economici ai quali si ha diritto. In molti casi, invece, i cittadini hanno un Pin «ordinario» che per mette solo di consultare i dati della propria posizione contributiva o alla propria pensione.
In questo caso, come ha ricordato ieri l’Inps in una news pubblicata sul suo sito, è necessario convertire il Pin attraverso una procedura che obbliga l’utente ad andare allo sportello oppure a stampare, firmare, scansionare un modulo e inviarlo (insieme a un documento di riconoscimento) attraverso il sito dell’Inps o via fax. «In 48 ore – hanno assicurato ieri dall’Inps attraverso Twitter – il Pin sarà convertito».
Se dal punto di vista tecnico la precompilata sembra – per ora – funzionare, lo stesso non può dirsi sul fronte dei dati pre-inseriti: in diversi casi i contribuenti hanno riscontrato l’assenza di informazioni che invece avrebbero dovuto essere contenute nel 730 precompilato, come gli interessi passivi sui mutui o il numero di giorni “lavorati” e, di riflesso, le detrazioni per lavoro dipendente e il bonus Irpef. Problemi, questi, che riguardano chi ha ricevuto più di una certificazione unica perché ha avuto più sostituti d’imposta nel 2014. «Altre imprecisioni rilevate – racconta Valeriano Canepari, coordinatore della consulta Caf – interessano i dati relativi ai fabbricati e ai terreni». Canepari ha aggiunto anche che i Caf hanno già trattato un milione e 200mila modelli 730 da scaricare su delega dei contribuenti».
Gli obiettivi
Il direttore delle Entrate, Rossella Orlandi, al forum organizzato ieri dall’Ansa ha detto di aspettarsi che «circa 2,5-3 milioni accettino direttamente online la dichiarazione precompilata senza alcuna integrazione, ma forse potrebbero essere di più». Ma non c’è solo la precompilata nell’agenda degli impegni dell’Agenzia. Un altro fronte caldo è la voluntary disclosure: «C’è forte attenzione – ha precisato Orlandi – ma i numeri per ora non sono altissimi. Stiamo lavorando, siamo in una fase iniziale di un lavoro complesso e completamente diverso da qualsiasi sanatoria o rientro che ci sia mai stato».
Resta, però, l’esigenza di semplificare per evitare che le imprese lascino l’Italia e si trasferiscano all’estero. «Stiamo lavorando molto sul ruling e sugli interpelli – ha aggiunto il direttore – per rispondere in tempi rapidi e dare certezza. C’è molta concorrenza fiscale, altro è il caso di chi delocalizza fittiziamente».

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