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Partecipazioni rilevanti, avviso con il 3%

Prevista l’abrogazione della rendicontazione trimestrale delle società emittenti, mentre cresce il potere della Consob nel richiedere documentazione aggiuntiva in caso di necessità. Nuove misure, inoltre, per le piccole e medie imprese, per le quali saranno agevolate la determinazione dello stato membro d’origine e la qualifica di Pmi soggette a notifica delle partecipazioni rilevanti nella misura del 5 per cento. Snelliti infine gli oneri informativi a carico delle società emittenti. Ultimo capitolo, quello delle sanzioni, volto a ridisegnare un sistema efficace e proporzionato, da applicarsi sia alle aziende, che a manager e amministratori societari.

Sono questi alcuni dei punti cardine sui quali si fonda il decreto approvato mercoledì sera in via definitiva dal Consiglio dei ministri. Esso reca l’attuazione di tre direttive: la 2013/50/Ue, sull’armonizzazione degli obblighi di trasparenza riguardanti le informazioni sugli emittenti i cui valori mobiliari sono ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato; la 2003/71/Ce, relativa al prospetto da pubblicare per l’offerta pubblica o l’ammissione alla negoziazione di strumenti finanziari; la 2007/14/Ce che stabilisce le modalità di applicazione di talune disposizioni della direttiva 2004/109/Ce. Tra gli obiettivi che il legislatore europeo (e, dunque, italiano) si è prefissato, il chiarire e semplificare la determinazione dello stato membro d’origine di emittenti provenienti da paesi terzi rispetto all’Unione; la semplificazione degli oneri a carico degli emittenti, assicurando maggiore flessibilità; la resa più attraente dei mercati regolamentati anche per le Pmi, con un approccio proporzionale alle dimensioni societarie e agli oneri in capo ad esse.

Il decreto parte col modificare la nozione di «emittente», includendo in tale categoria anche i cosiddetti trust, che spesso scappano ai controlli del mercato. Introduce quindi le modalità con cui gli emittenti comunicheranno alla Consob la propria scelta dell’Italia quale stato membro d’origine, nonché il regime da applicarsi a coloro che non effettueranno la comunicazione entro tre mesi dall’ammissione alla negoziazione dei propri valori mobiliari. L’elenco delle informazioni regolamentate, allineato al modello europeo, sarà depositato presso la Consob. Ferma restando la necessaria pubblicazione, precisa poi il decreto, le relazioni su governo societario e remunerazione degli amministratori non rientreranno nel novero di tali informazioni.

Consob, dal canto suo, potrà disporre l’obbligo per gli attori del mercato di pubblicare informazioni finanziarie periodiche aggiuntive, consistenti per lo più in descrizioni generali di situazioni patrimoniali e andamento economico dell’emittente e delle sue controllate, o illustrazioni degli eventi rilevanti che hanno avuto incidenza sulla situazione patrimoniale.

Ultima nota, il rafforzamento dei poteri sanzionatori in materia di trasparenza dei pagamenti, con multe più gravose irrogabili non solo agli emittenti, ma anche ai membri degli organi di amministrazione, di gestione e di controllo. Sanzioni, queste, che andranno da un minimo di 5 mila euro, a un massimo di 10 milioni di euro (o, in alternativa, fino al 5% del fatturato annuo complessivo). Il decreto prevede la clausola di invarianza finanziaria.

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