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Partecipazioni, l’opzione del 16%

Entro lunedì 16 giugno le imprese che hanno acquisito partecipazioni di controllo nel 2012 e nel 2013 possono affrancare i plusvalori impliciti, purché siano iscritti in via autonoma nel bilancio consolidato a titolo di avviamento, marchi d’impresa e altre attività immateriali. L’ultima legge di stabilità (legge 147/2013, articolo 1, comma 150) ha ripristinato – con modifiche – la disciplina dell’affrancamento dei plusvalori impliciti nelle partecipazioni di controllo (articolo 15, commi 10-bis e 10-ter, Dl 185/2008). Una disciplina che sino a oggi ha trovato applicazione una tantum per le operazioni effettuate sino al 2011 e che invece la legge di stabilità introduce a regime per le operazioni effettuate dal 2012.
Per fruire dell’affrancamento una società deve:
– aver iscritto nel proprio bilancio individuale una partecipazione di controllo a seguito di un’operazione neutrale (fusione, scissione o conferimento d’azienda) o realizzativa (cessione di azienda o di partecipazioni, scambi di partecipazioni)
– e far parte di un gruppo che, a seguito di tale iscrizione, abbia rilevato nel bilancio consolidato una voce a titolo di avviamento, marchi e altre attività immateriali riferibili alla partecipazione di controllo consolidata.
Il meccanismo di affrancamento consente, ad esempio, al soggetto che acquista una partecipazione di controllo (direttamente o a seguito di un’operazione straordinaria) di ottenere, pagando un’imposta sostitutiva del 16%, il riconoscimento fiscale del maggior valore pagato rispetto al patrimonio netto contabile della partecipata pur in assenza di incorporazione della controllata, a condizione che tale plusvalore (differenza tra il costo di acquisto della partecipazione e il relativo patrimonio netto contabile) sia attribuito nel bilancio consolidato alla voce avviamento, marchi o altra attività immateriale. Si ha così lo stesso effetto finale (ossia il riconoscimento fiscale del maggior valore delle partecipazioni di controllo) senza dover ricorrere alla fusione.
Il versamento della sostitutiva del 16% va fatto in un’unica rata entro il termine per il saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo in riferimento al quale l’operazione è effettuata: quindi, per operazioni effettuate nel 2012, la sostitutiva va versata entro il saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo di imposta 2013 (giugno 2014 nella generalità dei casi).
A fronte del pagamento della sostitutiva, i maggiori valori affrancati si considerano riconosciuti ai fini Ires e Irap dal secondo periodo d’imposta successivo a quello del pagamento. Ad esempio, in caso di periodi di imposta solari, per le operazioni realizzate nel 2013, la sostitutiva va versata a giugno 2014 e gli effetti dell’affrancamento decorrono dal 2016. L’ammortamento fiscale (extracontabile) dei valori affrancati è ammesso in misura non superiore a un decimo.
La disciplina una tantum non prevedeva ipotesi di revoca dell’affrancamento, mentre ora la norma stabilisce che gli effetti si intendono revocati in caso di atti di realizzo riguardanti le partecipazioni di controllo, e gli asset immateriali affrancati, anteriormente al quarto periodo di imposta successivo a quello del pagamento della sostitutiva. Viene quindi introdotto un meccanismo di recapture, con sterilizzazione degli effetti fiscali, che si sviluppa su un duplice livello, avendo riguardo sia alla partecipazione di controllo sia all’asset affrancato (o l’azienda cui si riferisce l’avviamento).
Altra novità rispetto alla disciplina originaria è l’introduzione di un divieto di cumulo di opzioni per regimi di riallineamento. Pertanto, l’opzione per il riallineamento in esame preclude quella per il regime di affrancamento “ordinario” del Tuir e per quello previsto dall’articolo 15 del Dl 185/2008. Specularmente, l’opzione per i citati regimi preclude l’opzione per il regime affrancamento delle partecipazioni di controllo. Un provvedimento delle Entrate dovrà definire le modalità di attuazione della disciplina.

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