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Parte il piano da 222 miliardi L’impegno sulle riforme

Il governo ha inviato ieri al Parlamento il testo del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) esaminato sabato in Consiglio dei ministri. Oggi il premier Mario Draghi lo illustrerà alla Camera, domani al Senato. Le Camere daranno via libera al testo con risoluzioni di maggioranza. Mercoledì o giovedì nuova riunione del Cdm per l’approvazione finale e poi il testo verrà mandato a Bruxelles. La Commissione europea darà il suo giudizio entro 60 giorni. Se sarà positivo, l’Italia riceverà 191,5 miliardi di euro fino al 2026: il 13%, circa 24 miliardi, come anticipo entro l’estate di quest’anno, il resto in base allo stato di avanzamento degli investimenti. Il Pnrr è affiancato da un Fondo complementare di 30,6 miliardi di risorse nazionali in deficit. Il totale degli interventi previsti è quindi di 222,1 miliardi.

Il Piano include una serie di riforme strutturali tese a migliorare la capacità di spesa: pubblica amministrazione, giustizia, semplificazione, concorrenza. Secondo Palazzo Chigi si tratta di «un intervento epocale, che intende riparare i danni economici e sociali della crisi pandemica, contribuire a risolvere le debolezze strutturali dell’economia italiana, e accompagnare il Paese su un percorso di transizione ecologica e ambientale».

Il Piano è suddiviso in 6 missioni. 1) Digitalizzazione, con 49,2 miliardi (40,7 dal Pnrr e 8,5 miliardi dal Fondo). Tra gli investimenti, la banda ultra-larga in tutto il Paese. 2) Rivoluzione verde, con 68,6 miliardi (59,3 dal Pnrr). Previsti interventi per raggiungere il 65% di riciclo dei rifiuti plastici. Verrà rinnovato il trasporto pubblico locale con bus ecologici. Si punta alla ristrutturazione green di 50 mila edifici l’anno. 3) Infrastrutture, con 31,4 miliardi (25,1 dal Pnrr). Tra gli obiettivi, l’alta velocità ferroviaria al Sud. Si risparmierà un’ora e mezza tra Napoli e Bari, un’ora e 20 minuti tra Roma e Pescara, e un’ora tra Palermo e Catania. 4) Istruzione, con 31,9 miliardi (30,9 dal Pnrr). Verranno tra l’altro creati 152 mila posti in asilo nido per i bambini fino a 3 anni e 76 mila tra i 3 e i 6 anni. 5) Inclusione, con 22,4 miliardi (19,8 dal Pnrr). In cantiere il potenziamento dei servizi di collocamento, la creazione di un Fondo Impresa Donna, il rafforzamento dei servizi sociali e per i disabili. 6) Salute, con 18,5 miliardi (15,6 dal Pnrr). Sarà rafforzata la medicina territoriale con 1.288 case di comunità, 381 ospedali di comunità e verrà potenziata l’assistenza domiciliare e la telemedicina con 602 centrali operative. Tutti avranno il Fascicolo sanitario elettronico.

Il Piano prevede assunzioni in tutta la pubblica amministrazione, con nuovi sistemi di reclutamento rapido; la velocizzazione dei processi civili e penali; la semplificazione per la concessione di permessi e autorizzazioni e sul codice degli appalti; più concorrenza. Se il Piano avrà successo, nel 2026 il Pil sarà di 3,6 punti percentuali più alto del tendenziale e l’occupazione di 3,2 punti.

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