Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Parte l’Opa Pirelli,ma l’esito è incerto E ChemChina va a caccia di azioni

Alla vigilia della partenza dell’Opa di Marco Polo sulla Pirelli, i fondi anglosassoni si coordinano per decidere il da farsi. Oltre al 7,5% delle azioni in mano al fondo di John Paulson, anche gli hedge fund Alcione e Farallon avrebbero quote significative del gruppo guidato da Marco Tronchetti Provera. Pacchetti che uniti al 7% in mano alla famiglia Malacalza potrebbero marcare la differenza. Gli investitori esteri restano convinti che Pirelli valga di più: l’offerta non valorizza adeguatamente le sinergie che si possono estrarre dalla fusione con Aeolus nelle gomme per i camion e la quotazione degli penumatici di alta gamma. Non a caso solo nelle ultime sedute, con i mercati in discesa, Pirelli si è allineata ai 15 euro dell’Opa. Se il fronte di chi non aderisce fosse tale da bloccare l’assemblea straordinaria, si scommette su un rilancio di Marco Polo, o su un dividendo straordinario per rimborsare i debiti dell’offerta. Se infatti Marco Polo non risucisse a fondersi con il gruppo degli penumatici, il debito sarebbe inferiore in valore assoluto, ma più difficile da ripagare senza i flussi di cassa di Pirelli, che peraltro a fine anno stima di dimezzare l’indebitamento a 850 milioni. In quest’ottica Marco Polo potrebbe decidere di pagare una maxi cedola, tanto più che Pirelli entro fine 2015 incasserà i proventi della vendita di Eurostazioni e potrebbe vendere anche le particpazioni nelle quotate come Prelios, Rcs e Mediobanca. Le dismissioni unite alla cedola ordinaria (quella 2014 era di 0,367 euro) costituirebbero un gruzzoletto che potrebbe far cambiare idea ai fondi esteri. Tuttavia, anche nello scenario peggiore, qualcuno fa notare che il diritto di recesso che spetterebbe agli azionisti in seguito alla fusione tra Marco Polo e Pirelli, potrebbe essere superiore a 15 euro. Salvo nuovi scossoni di mercato, il recesso che viene calcolato oggi sulla media dei sei mesi precedenti, sarebebbe superiore di 0,20 euro al prezzo d’Opa. Al momento, dicono i ben informati, l’esito dell’offerta è in bilico, tant’è che nei giorni scorsi alcuni broker tra cui Intermonte che è advisor di ChemChina, avrebbero provato a rilevare dei blocchi a meno di 15 euro per conto di Marco Polo. Ma nonostante la crisi cinese che affligge anche ChemChina e la recessione in Brasile dove Pirelli è molto presente, a differenza di quanto sta facendo Dufry con Wdf (che continua a rastrellare azioni in Borsa) pare che nessuno abbia ceduto ai blocchi azioni Pirelli, in attesa di vedere come procede l’Opa. Una riprova, dicono gli esperti, che la Pirelli ha buone chance di rimanere quotata e c’è spazio per guadagnare qualcosa sui 15 euro offerti. Equita ad esempio stima che Pirelli valga 19,2 euro e si domanda perchè Mediobanca, socia al 3% di Pirelli, advisor di Camfin (e partecipata da Pirelli all’1,8% con Tronchetti Provera vice presidente), abbia deciso di aderire all’Opa nonostante i prezzi di mercato negli ultimi sei mesi siano stati superiori rispetto ai 15 euro offerti.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ai tempi delle grandi manifestazioni contro la stretta cinese, le file degli studenti di Hong Kong a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’ingresso nel tempio della finanza tradizionale pompa benzina nel motore del Bitcoin. Lo sbarco s...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’Internet super-veloce e la fibra ottica sono un diritto fondamentale, costituzionale, che va ass...

Oggi sulla stampa