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Parte l’aumento da 7,5 miliardi. Numero dei titoli triplicato

di Sergio Bocconi

MILANO – Parte oggi e durerà tre settimane l'aumento Unicredit da 7,5 miliardi, il più grande mai realizzato da una banca italiana. L'istituto ha accelerato i tempi dell'operazione anche per potersi presentare per primo sui mercati europei in un anno che sarà segnato da diverse ampie ricapitalizzazioni. Ma, da quando mercoledì scorso ha annunciato per le azioni di nuova emissione uno sconto pari al 43%, in Borsa si è scatenata un'ondata di vendite che in tre sedute hanno provocato un ribasso totale del titolo pari al 40%. Il premier Mario Monti, ieri a «Che tempo che fa», sul punto ha detto, senza nominare Unicredit: «Le spiacevoli diminuzioni di alcune banche sono connesse all'aumento di capitale. Era una cosa da fare ma in una situazione come quella attuale può provocare le conseguenze che abbiamo visto».
Una cosa da fare dunque. Unicredit, a fine aumento, avrà una capitalizzazione aumentata di 7,5 miliardi che si spalmerà su un numero triplicato di azioni (rispetto a quelle attuali, 1,9 miliardi, l'operazione prevede l'emissione di altri 3,9 miliardi di titoli) quindi, in parte, il prezzo nei giorni scorsi ha mosso anche verso un relativo adeguamento. L'esposizione alle vendite, consuete in aumenti con sconto e così fortemente diluitivi, è stata però ampliata dalle necessità regolamentari (il titolo Unicredit è quotato a Milano, Francoforte, Vienna e Varsavia) e, oltre alle vendite speculative e a quelle tecniche realizzate dai fondi passivi e da altri operatori istituzionali, è possibile anche che qualche socio abbia fatto preventiva «provvista» vendendo parte della propria quota per finanziare la partecipazione all'aumento della parte rimanente. Scarsità di liquidità e qualche malumore (in particolare fra alcune fondazioni) legato anche al fatto che Unicredit ha già fatto appello ai soci per tre volte, fanno pensare all'istituto che l'aumento (garantito al 100% da un consorzio di 27 banche) potrà portare con sé nuovi soci.
Dopo il periodo «convulso» che ha preceduto il via di questa mattina riesce forse più difficile fare qualche calcolo sui diritti e sulla convenienza a partecipare o no all'aumento. Anzitutto da oggi il prezzo di riferimento rettificato delle azioni ordinarie della banca è di 2,62 euro, che corrisponde al cosiddetto terp, cioè al prezzo teorico ex diritto, calcolato sulla chiusura di venerdì (3,982 euro): lo sconto delle azioni di nuova emissione (1,943 euro) risulta quindi pari al 26%. Nell'aumento ciascuna azione ordinaria o di risparmio riceverà un diritto a sottoscrivere due titoli ordinari a 1,943 euro ciascuno. I diritti di opzione saranno negoziabili a partire da questa mattina e le azioni saranno quindi scambiate separatamente rispetto ai diritti. Poiché ogni diritto permetterà di sottoscrivere due nuove azioni il valore teorico dovrebbe aggirarsi intorno a 1,36 euro per diritto. Semplificando al massimo: chi vuol comprare azioni Unicredit deve confrontare la somma fra il prezzo del diritto diviso due più il prezzo di sottoscrizione e il valore di Borsa in quel momento del titolo: se la somma è inferiore al prezzo conviene procedere acquistando il diritto.
 

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