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Parte l’«assedio» finanziario

Il Qatar avrebbe potuto diventare la “Svizzera” del Medio Oriente, ma ora questo sogno torna nel cassetto. La battaglia contro il Qatar sta diventando oltre che diplomatica ed economica anche finanziaria. Il tentativo dei suoi “nemici” è di strangolare il centro finanziario qatariota. Le banche saudite, degli Emirati arabi uniti e del Bahrein stanno bloccando le operazioni finanziarie, a cominciare dalle lettere di credito, con le controparti del Qatar, dopo che i rispettivi governi hanno rotto le relazioni diplomatiche con l’accusa a Doha di sostenere il terrorismo.
Un brutto colpo. Le banche del Qatar, già sotto stress dalle richieste di finanziamento della Coppa del Mondo del 2022 per 200 miliardi di dollari, hanno ricevuto un’altra tegola in testa dalla decisione dei suoi vicini di tagliare i legami economici e diplomatici.
A rischio sono i depositi stranieri – soprattutto provenienti dai sei Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo ma non solo – che hanno contribuito a sostenere finora il sistema bancario locale come la Qatar National Bank QPSC, la più grande banca della regione per attività e la Doha Bank QSC. I finanziatori in Qatar e in tutto il Consiglio di cooperazione del Golfo hanno già dovuto confrontarsi con il calo delle riserve in contanti e l’aumento dei tassi di interesse dopo che i governi dell’area hanno “utilizzato” i fondi dei depositi bancari per sostenere la spesa pubblica negli ultimi anni, nonostante il calo dei prezzi del petrolio spingesse a contenere le uscite.
Il Qatar, uno dei Paesi più ricchi del mondo e il più grande produttore di gas naturale liquefatto, con un fondo sovrano da 335 miliardi di dollari, il 14esimo al mondo, è un centro finanziario globale con partecipazioni nella Barclays, nel Crédit Suisse e in Deutsche Bank. Tuttavia, il suo sistema bancario nazionale si basa fortemente sui depositi stranieri. Secondo la banca centrale, i depositi dei non residenti sono giunti a quota 24% del totale provenienti da 18 paesi. Quali? Non è dato sapere. Questo dato è molto elevato se confrontato con l’1,2% in Arabia Saudita e il 12% negli Emirati Arabi Uniti. Un recente rapporto Kpmg ha ricordato che l’aumento degli NPL in Qatar sottolinea un deterioramento della qualità del credito sebbene il sistema rimanga solido.
«Vista la crescente integrazione regionale, le tensioni possono colpire duramente il Qatar», ha dichiarato Emad Mostaque, capo degli investimenti di Capricorn Fund Managers. «Se dura più di pochi giorni vedremo rapidamente aumentare il rischio-Paese». Il tasso interbancario a tre mesi del Qatar è al 4,22%, il più elevato da luglio, secondo i dati raccolti da Bloomberg. Il rendimento sui bond sovrani a scadenza 2026 è balzato di 23,6 punti base al 3,4% a Doha, il più alto da quasi tre mesi. Anche la valuta è nel mirino.
La turbolenza arriva in un momento in cui le banche del Qatar stavano affannosamente cercando denaro entro fine anno, data in cui si dovrà verificare la corrispondenza dei prestiti ai depositi. La caccia ai prestiti ha spinto il tasso interbancario locale al livello più alto della regione. I prestiti stanno crescendo più velocemente nel Qatar che in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi Uniti. Secondo i dati della Banca centrale del Qatar il rapporto tra prestiti e depositi ha raggiunto quota 111,6% ad aprile. Il rapporto in Arabia Saudita è dell’87,4%, mentre negli Emirati si attesta a 99,4 per cento.
«La tensione politica nella regione potrebbe bloccare il flusso di liquidità regionale diretto verso il sistema bancario del Qatar», ha dichiarato Sanyalak Manibhandu, responsabile della ricerca alla NBAD Securities LLC. «I tassi di interesse interbancari suggeriscono che il sistema bancario del Qatar sia meno liquido di quello dell’Arabia Saudita e degli Emirati», ha proseguito l’analista. Non a caso Moody’s ha ridotto il rating del Qatar il mese scorso di un livello a Aa3, il quarto grado di investimento più alto, citando incertezza sul modello di crescita.
Le tensioni diplomatiche possono anche minare l’espansione finanziaria regionale del Qatar. La QNB aveva ricevuto l’approvazione per aprire una filiale in Arabia, anche se deve ancora avviare le operazioni nel Paese. La banca del Qatar possiede anche il 40% della Commercial Bank International PSC di Dubai. La Banca Commerciale del Qatar QSC detiene una partecipazione del 40% nella Sharjah United Arab Bank PJSC e del 35% nella Banca Nazionale dell’Oman SAOG. La Doha Bank gestisce una filiale presso gli Emirati. Investimenti che ora hanno un futuro molto incerto.

Vittorio Da Rold

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