Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Parte la sfida alle «sorelle» del rating

L’obiettivo è ambizioso: far concorrenza alle tre «sorelle» del rating (Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch) creando un’agenzia di valutazioni finanziarie che non abbia una patria di riferimento e che non faccia gli interessi di alcun gruppo economico o Stato. È per questo che tre agenzie di rating minori – la cinese Dagong, la russa RusRating e l’americana Egan-Jones – hanno deciso di unire le forze: oggi a Pechino annunceranno in una conferenza stampa la nascita di una nuova agenzia di valutazione globale e indipendente. La chiameranno Universal Credit Rating Group. La nuova società non nascerà probabilmente da una fusione delle tre agenzie, ma semplicemente da una joint-venture o da qualcosa di simile. I dettagli saranno resi noti solo questa mattina. Ma l’obiettivo è chiaro sin dalle poche righe scritte sugli inviti alla conferenza stampa: creare un’agenzia di rating globale che rappresenti, prima o poi, una valida alternativa alle tre «sorelle». Che offra ai mercati finanziari rating (cioè giudizi sulla capacità di Stati, banche e imprese di rimborsare i debiti) con i minori conflitti d’interesse possibili.
L’obiettivo è encomiabile. Ma non sarà facile raggiungerlo. Nel mondo esistono infatti 76 agenzie di rating dislocate in tutti gli angoli del globo, ma il mercato è dominato solo dalle prime tre: le americane Moody’s e Standard & Poor’s e in misura minore l’europea Fitch hanno in mano oltre il 90% dei rating mondiali. Il mercato si affida a loro, nonostante la grave perdita di autorevolezza degli ultimi anni, perché hanno la storia più lunga, il track record più corposo, un numero maggiore di analisti. Moody’s attualmente assegna rating a 11mila società di tutto il mondo, a 22mila entità pubbliche e a 94mila obbligazioni strutturate. Standard & Poor’s ha numeri altrettanto giganteschi: oggi assegna un rating a 9.060 entità (escludendo la finanza strutturata).
Tutte le altre agenzie del mondo non possono invece vantare numeri paragonabili. Né una storia altrettanto lunga. Nemmeno le tre che si stanno mettendo insieme per creare la Universal Credit Rating. La cinese Dagong è nata nel 1994 e attualmente assegna un rating a circa mille emittenti obbligazionari (principalmente in Cina) facendosi forza su 800 dipendenti (inclusi gli analisti). La russa RusRating è ancora più piccola: nel suo radar ci sono attualmente 51 banche e 8 aziende in Russia. L’americana Egan-Jones valuta circa mille emittenti di bond. E tutte lo fanno da una manciata di anni. Questo le rende meno conosciute. Meno utilizzate. E, di conseguenza, oggi meno autorevoli. Ma, secondo alcuni operatori del mercato, hanno le carte in regola per fare concorrenza vera: «Dagong sta lavorando sodo, sta assumendo molti analisti anche nell’ufficio di Milano – osserva un banchiere attivo nelle emissioni di bond –. Credo che possa crescere molto, anche perché il mercato asiatico è sempre più importante». Più scettico un altro operatore: «La credibilità sui mercati si costruisce nei decenni e con tanto capitale umano, per cui sarà dura per loro fare concorrenza vera alle tre big».
Ben consci che la sfida sia difficile, però, i cinesi di Dagong, i russi di RusRating e gli americani di Egan-Jones hanno deciso di creare la prima agenzia globale. Ancora non sono note le modalità con cui verrà creata la nuova Universal Credit Rating, perché saranno annunciate oggi a Pechino. Ma sull’invito alla conferenza stampa si legge che la joint venture «avrà lo scopo di fornire rating imparziali al mercato globale». La strada sarà però lunga. Dagong, che ha aperto recentemente un ufficio a Milano, sta ancora lavorando per registrarsi all’Esma, l’autorità europea che autorizza le agenzie di rating a operare nel Vecchio continente. Attualmente neppure la russa RusRating e l’americana Egan-Jones sono registrate presso l’autorità. E senza registrazione non è possibile operare in Europa. Stesso discorso per le autorità Usa: Dagong non è riuscita a registrarsi qualche anno fa e delle tre, attualmente, solo Egan-Jones è registrata.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«La priorità oggi è la definizione di un piano concreto e coraggioso per fruire dei fondi dedicat...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Sempre più al centro degli interessi della politica, ora la Banca Popolare di Bari finisce uf...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il post-Covid come uno spartiacque. Le aspettative dei 340 investitori che hanno partecipato alla di...

Oggi sulla stampa