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Parte la corsa al vertice Ubi Moltrasio favorito su Jannone

Per il momento si moltiplicano le Associazioni, poi sarà la volta delle liste ma, ad un mese dal termine ultimo per farsi avanti, i protagonisti tengono le carte coperte. Per ora di sicuro c´è il grande fermento in Ubi: al punto che potrebbero presentarsi tre liste per il rinnovo delle cariche, in aprile; forse quattro. Una, certa, è quella che verrà presentata dal consiglio uscente: è la lista che – secondo tutti i sondaggi della vigilia – vedrà Andrea Moltrasio (attuale presidente di Centrobanca, in via di fusione dentro Ubi medesima e consigliere di Ubi) candidato alla presidenza del prossimo consiglio di sorveglianza, mentre alla guida del consiglio di gestione dovrebbe andare l´industriale bresciano Franco Polotti (dovrebbe avere meno chance Flavio Pizzini, attuale vice presidente del cdg, che ha l´handicap di essere milanese).
Le altre liste per ora sono solo annunciate e qualche volta ipotizzate. Ha più volte detto che si farà avanti con una lista Giorgio Jannone, deputato uscente pdl (non ricandidato) e grande accusatore della gestione di Victor Massiah, in particolare su Ubi leasing (oggetto di una dura ispezione da parte di Bankitalia). Poi c´è la lista che verrà presentata da Gian Antonio Bonaldi (pensionato del gruppo) e Doriano Bendotti, vice sindaco di Alzano Lombardo eletto con una lista Pdl-lega Nord e segretario provinciale della Fai (la Federazione degli autotrasportatori) di Bergamo. «Presenteremo una lista che avrà due anime: quella degli ex dipendenti del gruppo e quella del mondo della cooperazione bergamasca», spiega Bonaldi. Che promette: il capolista sarà un nome prestigioso, che verrà ufficializzato nella prima parte della prossima settimana (e che a dispetto delle indiscrezioni circolate nei giorni scorsi non sarà né Savino Pezzotta né Stefano Paleari). Un´altra potenziale lista potrebbe essere ispirata dall´Associazione Insieme per Ubi, che vede presidente Mario Bianchi (e a sua volta consigliere della Fondazione della Banca del Monte di Lombardia, cioè azionista di Ubi). Bianchi ha più volte sottolineato che è necessario andare verso «un´innovazione del modello federale» ma non è detto che questo significhi presentare una lista: di sicuro, mira a far pesare di più la componente milanese di Ubi (anche in vista dell´Expo). Un´altra lista ancora viene data per possibile in ambito bergamasco.
Gli elementi per una vigilia complicata ci sono tutti. In primo luogo il venir meno dei due personaggi-chiave dell´equilibrio tra Bergamo e Brescia: Emilio Zanetti, che ha deciso di fare un passo indietro per ragioni anagrafiche; e dall´altro la scomparsa di Corrado Faissola. Il terzo uomo, quello che in realtà ha più peso di tutti – Giovanni Bazoli – è uscito dal cds un anno fa, in virtù della legge che vieta i doppi incarichi in banche concorrenti. Non può rientrare in partita e la discesa in campo della figlia Francesca, vice presidente di Ubi leasing, era stata avanzata a suo tempo, ma poi ritirata: si vedrà se rispunta ora. Alcuni se l´aspettano, magari per il consiglio di gestione, che stavolta in nome di un´alternanza non scritta tra Bergamo e Brescia dovrebbe essere di competenza “bresciana”. A facilitare il suo ingresso potrebbe giocare anche la legge sulle quote rosa.

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