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Parte la corsa al bonus per le nuove assunzioni

Disponibili gli aiuti economici per favorire assunzioni e stabilizzazioni di lavoratrici di qualunque età e lavoratori con meno di 30 anni. Da ieri è possibile inviare la relativa richiesta all’Inps a cui spetta il compito di distribuire gli incentivi che sono numericamente limitati in funzione delle risorse economiche stanziate (232 milioni di euro).
L’accesso al bonus avviene nel rispetto di un ordine cronologico fissato non in base al momento in cui si effettua la stabilizzazione o l’assunzione bensì sulla data di presentazione all’Inps di una specifica istanza, per la quale c’è tempo al massimo fino al 31 marzo 2013 (non ci sarà alcun click day). Per avere gli incentivi è stato predisposto (circolare Inps 122/2012) un modello denominato Don-Giov, collocato nell’applicazione DiResCo. L’inoltro all’Inps deve avvenire esclusivamente in modalità telematica ed è opportuno che i datori di lavoro presentino il modello tempestivamente per evitare di perdere posizioni nella graduatoria che verrà stilata. L’erogazione avverrà, con modalità da precisare, entro sei mesi dalle trasformazioni/stabilizzazioni/assunzioni. La fruizione dei benefici è subordinata al rispetto del regolamento comunitario 1998/2006, in materia di aiuti di importanza minore “de minimis”.
Nel decreto nulla si dice rispetto al mantenimento in servizio dei lavoratori per cui l’azienda ha ottenuto il beneficio, mentre nel modello Don-Giov, tra le condizioni di spettanza, figura un termine di conservazione del posto di almeno 6 mesi. Sembrerebbe che tale condizione operi a prescindere dalla motivazione che eventualmente dia luogo alla cessazione del rapporto di lavoro (dimissioni, licenziamento ecc).
Riguardo alle nuove assunzioni a termine, vi è da rilevare che l’ammontare dell’incentivo varia in base alla durata del rapporto di lavoro. È previsto, infatti, un bonus di 3.000 euro per i contratti a termine con durata compresa tra un minimo di 12 e un massimo di 18 mesi. L’agevolazione sale a 4.000 euro per i contratti di durata compresa tra i 19 e i 24 mesi e si eleva, ulteriormente, a 6.000 euro se il contratto a termine supera i 2 anni. Anche per queste nuove assunzioni sembrerebbe che il rapporto debba essere mantenuto per almeno 6 mesi. Nulla si dice circa le motivazioni della cessazione del rapporto di lavoro e anche in questo caso, licenziamento e dimissioni parrebbero assimilati. Inoltre, sul punto, vi è da rilevare che nell’ipotesi in cui siano stipulati 3 contratti a tempo determinato di 12 , 19 e 30 mesi, laddove tutti cessassero dopo 6 mesi, si potrebbe fruire di incentivi differenziati, basati solo ed esclusivamente sul termine iniziale fissato dalle parti nel contratto, anche se, in sostanza, i tre rapporti si sono protratti per la medesima durata.
Un’ultima notazione riguarda il passaggio del decreto ministeriale in cui si afferma che «le predette trasformazioni ovvero stabilizzazioni operano con riferimento a contratti in essere». Non viene precisata la data in cui i detti contratti devono risultare in essere. L’assenza di tale riferimento temporale potrebbe indurre ad assumere a tempo determinato (di breve durata) con conseguente trasformazione a tempo indeterminato prima del 31 marzo 2013 aprendo, così, la strada all’eventuale accesso ai benefici che, come ricordato dall’Inps, sono cumulabili con altre facilitazioni previsti dalla legislazione vigente.

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