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Parte il riassetto UniCredit Ghizzoni: «Più redditività»

Nel giorno in cui l’Abi annuncia che lo spread tra i tassi sui prestiti e quelli sulla raccolta è al minimo storico – 168 punti base a novembre, 55 in meno di un anno fa – il board di UniCredit ieri ha dato il definitivo via libera al riassetto del gruppo, una riorganizzazione che riguarderà in particolare l’Italia e che punta a dare alla banca quell’efficienza e soprattutto quella redditività che oggi il panorama dei tassi sembra negare.
«Il problema della redditività esiste e non è affatto secondario», ha detto ieri il ceo Federico Ghizzoni nella conferenza stampa dopo il cda. Perché su tutto il sistema torni il sereno «è necessario che i costi del rischio si abbassino e i margini si alzino», ma intanto UniCredit cerca di metterci del suo con la nuova organizzazione in vigore da gennaio, «una semplificazione organizzativa importante», dove «i processi si accorciano in maniera rilevante». L’impatto positivo in termini di costi si vedrà solo nel budget 2013, sul tavolo della prossima riunione del board, ma intanto Ghizzoni si dice fiducioso sulla riorganizzaziome, che considera «un acceleratore rispetto al piano strategico».
Ancora presto per parlare di consuntivi di fine anno e quindi di dividendo, probabile ma non ancora certo, ieri Ghizzoni ha fatto però intendere una certa soddisfazione per come si sta chiudendo il 2012. «Basta guardare – ha osservato – ai nostri cds, che un anno fa viaggiavano sui 700 punti base e oggi sono scesi a 280». Se il sistema paese ha raggiunto una posizione di maggior credibilità, UniCredit ne ha beneficiato in termini di solidità patrimoniale, agevolata anche da una crescita dei depositi che a fine ottobre (+7%) si manteneva superiore alla media, nonostante una politica non particolarmente aggressiva. Rispetto a un anno fa, dunque, quando si era in vigilia di aumento di capitale, il clima è decisamente più sereno, anche se il contesto economico resta delicato e in particolare sul piano delle sofferenze il peggio non arriverà prima di metà 2013: «Sarà dura, ma abbiamo una marcia in più che ci consentirà di raggiungere risultati interessanti», ha detto Ghizzoni.
Sempre ieri, il cda di Unicredit ha cooptato Giovanni Quaglia come consigliere in quota Fondazione Crt, al posto di Antonio Maria Marocco. Massima tranquillità anche sul vicepresidente di UniCredit, Luca Cordero di Montezemolo anche in vista di un suo possibile impegno diretto in politica: «C’é un codice di autodisciplina interno alla banca che tutti devono tenere, quindi sono certo che se Montezemolo prenderà decisioni in contrasto, se ne assumerà anche la responsabilità», ha detto Ghizzoni.

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