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Parte il riassetto di Italcementi, Italmobiliare scenderà al 45%

MILANO
I soci del gruppo Italcementi mettono il sigillo sulla conversione delle azioni di risparmio in ordinarie, un passaggio chiave per far partire il riassetto che coinvolge il gruppo della famiglia Pesenti e la controllata francese Ciments Français. Ieri l’assemblea straordinaria di Italcementi ha infatti dato il via libera a maggioranza alla conversione delle risparmio in ordinarie, secondo il rapporto di 0,65 ordinarie per ogni risparmio, senza conguaglio e senza riduzione del capitale. Il giorno prima era stata l’assemblea speciale degli azionisti di risparmio ad approvare a larga maggioranza l’operazione.
Si può così aprire ufficialmente il valzer delle operazioni straordinarie in casa Italcementi: la conversione è infatti il primo step della più complessa operazione che vedrà anche un aumento di capitale di Italcementi fino a 450 milioni di euro ed il lancio di un Opa sulle minorities della controllata francese Ciments Français. «Dopo 150 anni l’azionista Italmobiliare perde il pieno controllo di Italcementi e dovrà metterci anche quasi 200 milioni di euro. In questa operazione tutti danno qualcosa e ottengono qualcosa, come per esempio gli azionisti di Ciments Français ottengono un pò di cassa, mentre gli azionisti di risparmio di Italcementi ottengono titoli più liquidi», ha affermato Carlo Pesenti, consigliere delegato di Italcementi nel corso dell’assemblea degli azionisti. Post conversione, infatti, Italmobiliare scenderà al 45% dal 61% attuale, una quota che secondo Giampiero Pesenti è «una percentuale molto elevata ed è una quota di controllo importante e sufficiente per dare gli indirizzi alla società».
L’operazione messa in atto dal gruppo Italcementi – ha osservato Giampiero Pesenti – va letta anche alla luce «di quello che sta succedendo nel settore»: «la notizia della fusione fra Lafarge e Holcim è stata una bomba, ma noi avevamo già chiara l’idea che Italcementi doveva fare un passo avanti avendo una partecipazione importante in Ciments Français». Sempre sul tema della mega fusione Lafarge-Holcim, Pesenti ha chiarito che per quanto riguarda gli eventuali impatti «in Francia la situazione non cambia molto, occorre comunque effettuare delle analisi regionali». Il numero uno di Italmobliare e della controllata Italcementi ha comunque sottolineato che si tratta di un’operazione di grande valenza per il settore.
L’assise dei soci è stata anche l’occasione per fare il punto su alcune partite finanziarie in cui il gruppo della famiglia Pesenti è coinvolto. Mediobanca, per esempio. In proposito, ha osservato Giampiero Pesenti, dopo che il Patto di piazzetta Cuccia è sceso al 30,05% «mi augurerei che l’azionariato sia stabile». Pesenti ha ricordato che Piazzetta Cuccia «ha la sua importanza, anche se non è più quella degli anni ’80. È sempre un ente finanziario importante – ha ribadito – e la sua stabilità è essenziale». Quanto al gruppo Rcs Media Group, «la mossa di predominanza della Fiat in Rcs è per avere la maggioranza», ma il Lingotto «mantiene ottimi rapporti con gli altri azionisti e non penso ci siano spaccature», ha aggiunto il presidente, sottolineando che «il Patto non c’è più ma le azioni ci sono e questa è la cosa fondamentale». Pesenti ha quindi ricordato che «abbiamo deciso di scendere ma intendiamo mantenere una partecipazione interessante» in via Solferino. In relazione alla nuova governance, infine, Pesenti ha sottolineato che, «perchè la società vada bene», l’importante è che «ci sia un cda all’altezza della situazione».
Ieri in Borsa il titolo Italmobiliare ha evidenziato un progresso del 6%, mentre sono andate giù le Italcementi ordinarie (-3,9%) e le rnc (-4,1%).

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