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Parola al garante sui «rimedi compensativi»

Quel che è certo è che l’Antitrust seguirà con molta attenzione la nascita del gigante “Mondazzoli”, un gruppo che potrebbe arrivare a sfiorare la quota del 40 %. Una percentuale importante, in un mercato nel quale gli altri partecipanti hanno tutti quote piccole: quello dei libri è, come si dice, un mercato molto frammentato.
Presso la sede dell’Autorità per la tutela della concorrenza, tuttavia, non vi sono stati, finora, contatti informali con gli esponenti dei due gruppi in procinto di convolare a nozze e nemmeno pre-notifiche (una prassi di “buona educazione” istituzionale che ha il pregio di permettere agli interessati di conoscere tutti gli elementi necessari a garantire un’istruttoria piena e rapida).
Non era obbligatorio, naturalmente: la sola cosa obbligatoria per legge è la notifica dell’operazione un minuto prima del suo perfezionamento, con i relativi passaggi azionari. Va ricordato, però, che quando non vengono considerati tutti i dettagli, può accadere che in un’istruttoria per la quale l’Antitrust ha in tutto settantacinque giorni di tempo per mettere a punto il suo verdetto, i termini di decorrenza possano essere interrotti per chiedere ulteriori ragguagli. Insomma, non è detto che il giudizio dell’Antitrust arrivi insieme al panettone.
Ma come si regolerà il Garante per la concorrenza, nel merito? Gli esperti guidati da Giovanni Pitruzzella ci tengono a sottolineare che l’ambito di loro competenza riguarda esclusivamente i profili di concorrenza. In altre parole, gli eventuali problemi connessi al pluralismo (si vedano i dubbi e le critiche sollevati in passato rispetto all’ipotesi di fusione anche da intellettuali di rango, come ad esempio Umberto Eco) non vanno accollati a un regolatore che deve preoccuparsi, per missione istituzionale, “soltanto” di lasciare in vita la possibilità di competere in modo fair.
Va detto, inoltre, che per la competizione nel campo della produzione di libri oggi un elemento di disciplina di mercato è rappresentato dall’esistenza degli e-book che, con i loro bassi prezzi di vendita, limitano la possibilità di rialzare i prezzi da parte del colosso della produzione cartacea.
È difficile, quindi, immaginare che il verdetto finale dell’Antitrust sia un vero e proprio veto. Non è stata, del resto, questa, la scelta adottata in passato per l’operazione Feltrinelli-Messaggerie, che comportava il rischio si configurasse un monopolio nel campo della distribuzione. È assai probabile, però, che in presenza di un merger fra due gruppi produttivi forti nelle vendite e integrati verticalmente(che non dipendono, quindi, dalle reti di distribuzione altrui) e che possiedono tanti marchi di peso, da parte dell’Antitrust sarà posta molta attenzione sui cosiddetti “rimedi compensativi” vale a dire quegli sfrondamenti del perimetro dell’operazione, utili a ripristinare una situazione concorrenziale simile a quella quo ante.
L’operazione annunciata già prevede, ad esempio, la cessione di Adelphi al suo fondatore, Roberto Calasso, e stabilisce anche che Mondadori si accolli il rischio delle misure di compensazione. Resta da capire, però, se dall’Antitrust la cessione di Adelphi verrà considerata sufficiente. O se, invece, il Garante riterrà che occorrano anche altre compensazioni, cioè cessioni di marchi, possibilmente realizzate con dei veri “upfront buyers”, per bilanciare la perdita di capacità concorrenziale del mercato connessa a questo “matrimonio del secolo”.

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