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Parmalat, il Governo chiede garanzie a Lactalis

di Simone Filippetti

Il Governo chiede garanzie su Parmalat. Ma la partita finaziaria ora passa nelle mani della Consob. Oggi, con ogni probabilità, sarà infatti depositato il prospetto dell'Opa di Lactalis (ieri sera i legali stavano mettendo a punto gli ultimi dettagli). Ormai è corsa contro il tempo dei francesi, titolari di un 29% del gruppo lattiero italiano, per chiudere l'Opa prima di metà giugno e arrivare in assemblea dei soci forti di una maggioranza schiacciante di oltre il 50% (o addirittura il 90 per cento). Corsa che però pare assai improbabile perchè il calendario gioca nettamente contro: a quel punto, se in assemblea Lactalis andrà col "solo" pacchetto del 29%, l'attenzione si sposta sulle liste dei consiglieri dove non si possono escludere accordi o eventuali accorpamenti.

I francesi si muovono con una rapidità notevole: dopo aver colto tutti in contropiede, annunciando martedì mattina il lancio di un'Opa a 2,6 euro per azione, ecco che a soli tre giorni arriva il deposito del filing in Consob. C'è molta attesa perché nel documento ci saranno tutti i dettagli della maxi-scalata, finanziata a debito da un pool di banche estere (SocGen, Credit Agricole, Natixis e Hsbc) e come Lactalis intende spesare l'esborso. In più si alzerà il velo sullo stato di salute di Lactalis, il colosso francese gestito con una maniacale segretezza dalla famiglia Besnier. Per il Governo, sceso in campo con un decreto anti-scalate sulle aziende strategiche, la priorità sono le garanzie industriali e occupazionali. «Se dovesse andare in porto l'operazione – ha commentato il ministro dell'Agricoltura Saverio Romano -, dobbiamo fare in modo che le parole spese da Lactalis sulla testa, il marchio e i contratti con i produttori di latte italiani si tramutino in fatti».

Per ora l'unico scenario concreto è che, nonostante un affondo da oltre 3 miliardi di euro, i francesi si vedano costretti a presentarsi all'appuntamento del 27 giugno con le medesima quota pre-Opa e costretti a fronteggiarsi con altre liste (seppur di minoranza). Questo perché non avranno in mano le azioni in tempo per registrarle in assemblea: la scadenza della record date, ossia l'ultimo giorno utile per avere diritto di voto in assemblea, è il 16 giugno. Affinché Lactalis lo possa fare occorre che l'Opa finisca prima di quella data e che abbia i titoli in mano. Ma, calendario alla mano, l'ipotesi si può concretizzare solo se l'ok al prospetto arriverà entro pochissimi giorni: da oggi la Consob ha due settimane di tempo (estendibili ad altre due) per fare i suoi rilievi, chiedere eventuali modifiche all'offerta, e approvare il fascicolo. L'Opa, poi, avrà una durata di almeno 25 giorni di Borsa aperta, equivalenti a cinque settimane. Dopodiché ci vorranno altri giorni perché i titoli passino effettivamente di mano. Un totale di otto o anche dieci settimane. Con ogni probabilità, dunque, il 16 giugno l'Opa sarà ancora in corso e il giorno dell'assemblea ci saranno anche le liste degli azionisti di minoranza. Una circostanza su cui sono puntati gli occhi del mercato: tra le liste di minoranza figura anche quella di Intesa Sanpaolo, azionista al 2,1%, dove spicca il nome di Enrico Bondi, il super-risanatore che sette anni fa ha preso le redini del gruppo alimentare travolto dal crack, ma che non è stato ricandidato dai francesi. C'è chi immagina possibili intese sulle liste, ma per ora si tratta solo di mere ipotesi senza conferma.

Lactalis ha fatto tutto quello che era in suo potere per bruciare le tappe e guadagnare tempo e chiudere la partita entro il 16 giugno, ma le sue chance di arrivare a vincitore assoluto in assemblea sono appese alle decisioni della Consob e a quanto impiegherà per l'autorizzazione. Ma è difficile pensare che un'opa da 3 miliardi e un'operazione così complessa (anche in considerazione della mole di numeri che l'offerente dovrà rendere noti per la prima volta e di eventuali integrazioni), possa ricevere l'imprimatur in pochi giorni. Nel momento in cui ci sarà l'ufficialità, si muoverà anche Parmalat: dovrà tenere un cda per valutare l'offerta. Per Andrea Guerra, ad di Luxottica e consigliere indipendente di Parmalat, la data potrebbe essere quella della «prossima settimana», ma per ora non c'è stata «alcuna convocazione».

 

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