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Parmalat, i poteri al ministro dei Besnier

di Federico De Rosa

MILANO — Lactalis rinuncia, per il momento, a incassare il via libera delle antitrust di Russia e Sudafrica e tira dritta verso la conclusione dell’Opa su Parmalat. Conclusione prevista per venerdì, quando la famiglia Besnier dovrà regolare l’offerta pagando 2,4 miliardi di euro ai soci di Collecchio che hanno consegnato le azioni. Poi potrà partire la nuova gestione, affidata a Yvon Guerin, da oltre vent’anni in Lactalis, cooptato ieri nel consiglio Parmalat e nominato amministratore delegato. Guerin, 46 anni, membro del comitato esecutivo e del comitato strategico del gruppo francese, è attualmente direttore generale della divisione «Lait Cremerie &Nutrition» di Lactalis e negli ultimi vent’anni ha visto praticamente ogni singolo business del gruppo, in Francia e all’estero. L’anno scorso Emmanuel Besnier gli ha affidato l’acquisizione e l’integrazione della spagnola Puleva. Adesso dovrà fare lo stesso a Collecchio e, visto l’impegno richiesto, lascerà la guida della divisione «Lait Cremerie &Nutrition» , per trasferirsi a tempo pieno a Parma e iniziare la nuova avventura. Avventura che può partire nonostante il mancato avveramento di due delle condizioni sospensive previste dal prospetto informativo. Si tratta dei via libera delle autorità antitrust di Russia e Sudafrica. Dovevano arrivare ieri ma non è giunta alcuna comunicazione e quindi, nell’attesa, Lactalis ha deciso di rinunciare a questa clausola dichiarando comunque efficace l’offerta. Considerando che insieme il gruppo francese e Parmalat sono presenti in 55 Paesi, l’operazione era stata notificata a diverse autorità, in particolare alle antitrust dell’Unione Europea, del Canada, dell’Ucraina, della Colombia, dell’Australia (per l’autorizzazione al cambio di controllo nella filiale locale di Parmalat), della Russia e del Sudafrica. E solo queste ultime due non hanno ancora chiuso la pratica. Lo faranno ma, a questo punto, Lactalis dovrà adeguarsi. Ieri, fanno sapere fonti vicine al gruppo francese, il consiglio convocato da Franco Tatò ha solo proceduto alla cooptazione di Guerin e all’attribuzione delle deleghe. Non c’era altro all’ordine del giorno. È probabile, come avviene di solito in questi casi, che il consiglio abbia fatto anche un punto sull’esito dell’offerta, che si è chiusa venerdì scorso con l’adesione del 54,33%del capitale della Parmalat. Quota che Besnier ha sommato al 29,8%già in suo possesso, arrivando così all’ 80,3%di Parmalat, più di quanto aveva la famiglia Tanzi. Con la chiusura dell’offerta, intanto, il titolo del gruppo alimentare di Collecchio ha ripreso a navigare sotto i 2,6 euro. Complice la bufera dei mercati, lunedì era sceso addirittura a 2,4 euro per poi risalire ieri a 2,46 euro con un balzo del 2,5%.

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