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Parmalat, bufera sul caso Lactalis

Al mercato non piace proprio il formaggio americano di Parmalat. Con un tonfo del 5% del colosso alimentare emiliano, Piazza Affari ha bocciato l’operazione Lactalis America da parte di Collecchio. All’attacco anche i piccoli soci: sono pronti a dare battaglia sull’acquisizione infra-gruppo che vede Parmalat «comprare» dalla casamadre Lactalis la cugina Lactalis America. Il prezzo è di 900 milioni di dollari: l’azienda italiana valuta 10 volte il Mol una società cugina.
Per anni il mercato ha atteso, invano, una mossa di Parmalat e la grande acquisizione mancata alla gestione Bondi e che ora poteva arrivare con la nuova proprietà di Lactalis. La mossa è alla fine arrivata ma è un’operazione tutta in casa, con cui i francesi di fatto si appropriano della cassa di Parmalat. E senza nemmeno creare quel polo europeo del latte confezionato sbandierato appena un anno fa, messo nero su bianco nel prospetto informativo dell’Opa e addirittura annunciato dallo schivo Emmanuel Besnier, nell’unica dichiarazione fatta alla stampa in Italia. L’acquisizione in America, anzi, va in direzione opposta e ha sollevato numerose critiche da parte del mercato: l’acquisizione tra parti correlate è stata fatta da un consiglio dimissionario a pochi giorni dall’assemblea che dovrà eleggerne un altro. Anch’esso peraltro temporaneo visto che sarà in carica solo un anno.
Lactalis ha giustificato l’operazione con «sinergie industriali e ampliamento della copertura territoriale». Non usano mezzi termini, invece, i sindacati (Cgil e Uila-uil) che parlano di «scippo». Anche i piccoli azionisti, riuniti attorno ad AzioneParmalat, sono sul piede di guerra. Che Lactalis volesse appropriarsi del tesoretto di Parmalat non era un mistero: quella dei francesi è stata una classica scalata a leva e il compratore aveva già debiti, circa 2 miliardi, prima ancora di imbarcarsi nell’acquisizione, costata 3,4 miliardi. Con i soli dividendi di Parmalat, Lactalis non sarebbe rientrata del costo dell’Opa nei tempi previsti per il rimborso dei prestiti, alcuni dei quali scadono già a breve (una linea da 1,5 miliardi deve essere rimborsata già il prossimo luglio e un’altra da 300 milioni a fine anno). In ogni caso i francesi stavano studiando il modo di usare la cassa di Parmalat, ma perché invece del promesso polo del latte, è arrivata l’acquisizione di Lactalis America? Lactalis ha addotto motivazioni industriali ma dal prospetto informativo emergerebbe anche un’altra spiegazione. Bsa, la holding capogruppo dell’impero Lactalis, l’anno scorso ha dato in pegno proprio azioni Lactalis America per farsi finanziare l’Opa dalle banche. E mentre in Italia, Lactalis utilizza la liquidità di Parmalat «per ripagare i suoi debiti», accusa la Cgil, in Francia ha ricevuto dal Governo 99 milioni di aiuti per investire nel Paese.
Dai primi di giugno, tra l’altro, Parmalat avrà un nuovo cda e anche lì potrebbero sollevarsi voci critiche sull’acquisizione.

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