25.01.2023

Parlamento Ue, ok a Basilea 3 Più flessibilità per le banche

  • Il Sole 24 Ore

Il parlamento europeo ha approvato ieri la direttiva su Basilea 3+ che introduce una disciplina più stringente sui requisiti prudenziali che devono adottare le banche con decorrenza dal primo gennaio 2025. Il via libera è stato dato dalla commissione Econ presieduta da Irene Tinagli. Dopo la proposta di direttiva della Commissione europea e il via libera del Consiglio nei mesi scorsi, il vaglio del parlamento era l’ultimo step necessario per avviare la fase del trilogo, che dovrebbe inziare nella seconda metà di febbraio. L’obiettivo è approvare la nuova direttiva nell’arco di sei mesi per consentire la pubblicazione in gazzetta ufficiale e l’entrata in vigore entro fine 2023.

Ci sono alcune novità importanti adottate dal parlamento e che recepiscono nella normativa primaria una richiesta che le banche italiane, e non solo quelle, stanno avanzando dall’inizio della pandemia ma senza ottenere ascolto. Nel testo licenziato dal parlamento è entrata una norma con la quale viene dato mandato a rivedere la regola, fissata dall’Autortà bancaria europea Eba, che limita la possibilità di eseguire rinegoziazioni sui prestiti perchè ne impone la riclassificazione a crediti deteriorati. In particolare, è stabilito che se il costo della rinegoziazione supera dell’1% il costo del prestito già in essere si debba procedere alla riclassificazione. Ora il mandato previsto dal parlamento, e che in qualche modo anche il Consiglio europeo aveva suggerito, prevede che la Commissione europea proceda assieme all’Eba a una revisione di quella regola. «È importante che sia stato recepito quello che noi chiedevamo da tempo. E cioè introdurre a livello di norma primaria un’indicazione su una maggiore flessibilità per le operazioni di ristrutturazione – commenta Giovanni Sabatini, direttore generale dell’Abi -. È necessario che la soglia fissa dell’1% sia resa più flessibile, in particolare parametrandola al livello dei tassi e alla durata dei prestiti». È evidente infatti, che se aumentano i tassi o la durata del prestito è più lunga la possibilità di superare quell’1% è più alta. «Il limite dell’intervento sulla norma primaria è che quest’ultima entrerà in vigore dal primo gennaio 2025, quindi si tratta al momento di un’indicazione. L’aspettativa è che, indipendentemte da quando la norma entra in vigore, l’Eba la recepisca come un atto di indirizzo e intervenga subito».

Anche per quanto riguarda le altre norme previste dal documento varato dal parlamento europeo il giudizio dell’Abi è positivo.

«Mi pare che nel compresso siano state accolte le richieste che erano state fatte affinchè le norme di Basilea 3+ fossero modulate sulle caratteristiche dell’economia europea – aggiunge Sabatini -. Mi riferisco in particolare al mantenimento delle regole di flessibilità già riconosciute dal quadro normativo precedente». Si tratta dei fattori che consentono di ridurre l’assorbimento di capitale in termini prudenziali per i finanziamenti alle Pmi, alle infrastrutture, sui mutui residenziali. «Nonostante i richiami delle Autorità di vigilanza per un’applicazione rigida di Basilea – osserva il dg – mi pare che il parlamento si sia allineato a un approccio ragionevole, che segue quello della Commissione europea e del Consiglio. Le tre istituzioni, seppure con qualche differenza, vanno verso il trilogo in modo ragionato e adeguato alle esigenze dell’economia europea». La Bce aveva sollevato obiezioni in particolare sul documento approvato dal Consiglio europeo nei mesi scorsi. Nel mirino i regimi transitori che dilatano nel tempo, in alcuni casi fino al 2030, i termini entro i quali rendere obbligatoria la ponderazione patrimoniale di rischi che prima non richiedevano accantonamenti. Tra questi ci sono le linee di credito non tirate, tipiche del sistema italiano, per le quali la ponderazione entrerà in vigore tra molti anni. E il rischio controparte nei contratti derivati.