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Parlamento, torna il fondo taglia-tasse finanziato dalla lotta all’evasione

Torna il Fondo per abbassare le tasse con le risorse della lotta all’evasione. Una serie di emendamenti presentati ieri sera da Pd, Pdl e altri gruppi alla legge delega sulla Riforma fiscale, in discussione alla Camera, introducono il principio che ogni euro recuperato da Guardia di Finanza e Agenzia delle entrate debba essere destinato all’alleggerimento della pressione fiscale che ha ormai raggiunto il 45 per cento. L’entità delle risorse raccolte lo scorso anno dalla lotta agli evasori è stata di 12,7 miliardi e il direttore dell’Agenzia delle Entrate Befera nei giorni scorsi ha detto di contare quest’anno su una replica del risultato. In tutto ieri sono stati presentati 320 emendamenti al testo di cui è relatore Alberto Fluvi (Pd).
La norma taglia tasse con le risorse della lotta all’evasione era stata introdotta nell’aprile scorso nel testo della delega fiscale allestito dal ministero del Tesoro, poi in un contrastato Consiglio dei ministri del 16 aprile il presidente del Consiglio Monti si oppose per una questione di chiarezza dei conti pubblici: «E’ prematuro impegnare risorse future». Oggi con un quadro più chiaro dei conti pubblici e delle entrare si apre, almeno sulla carta, la possibilità di una riduzione delle tasse anche se il governo sembra assai prudente: «Taglieremo le spese per non aumentare le tasse», ha detto ieri il ministro del Tesoro Grilli.
L’altro pezzo forte della delega è la riforma del catasto: il governo nella relazione al provvedimento aveva ammesso che l’aumento generalizzato dell’Imu ha colpito in modo iniquo in quanto esistono, come è ormai assai noto, immobili di prestigio nei centri storici che pagano rendite assai basse. La riforma del catasto dovrebbe riordinare il settore, ma il Pdl sembrerebbe contrario: un emendamento stabilisce che la revisione degli estimi non comporti aumenti di imposte. Ma più che di aumento si tratterà di una redistribuzione delle imposte stesse.
In ballo anche la questione dell’abuso di diritto, cioè l’utilizzo della normativa vigente per eludere il fisco: la delega si propone di combattere il fenomeno che sottrae risorse allo Stato. Tuttavia un emendamento di Lega e del Pdl Maurizio Leo stabilisce la «irrilevanza penale» dell’abuso di diritto.
Infine la Lega ha colto l’occasione della delega fiscale per piazzare una serie di emendamenti dal carattere chiaramente xenofobo. Il primo prevede che ogni extracomunitario che chieda la partita Iva sia tenuto a presentare una fidejussione. La seconda che siano previste dalle leggi delegate norme per contrastare evasione ed elusione degli extracomunitari. Un altro emendamento della Lega ipotizza aumenti degli assegni familiari solo per italiani e cittadini comunitari.

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