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Parigi: vigilanza bancaria alla Bce

La Francia si presenterà al vertice di Bruxelles di fine giugno con un vero e proprio piano di stabilità finanziaria dell’eurozona che poggia su due pilastri fondamentali: una vigilanza bancaria europea affidata alla Bce e la possibilità per il futuro Esm, dotato di risorse per 500 miliardi, di intervenire direttamente nella ricapitalizzazione degli istituti di credito.
L’Eliseo non ha confermato ufficialmente l’iniziativa, che però sembra assolutamente coerente con la posizione più volte espressa dal presidente socialista François Hollande. Il quale ha sottolineato in queste settimane l’esigenza di procedere a una maggiore integrazione della zona euro, di cui proprio l’unione bancaria potrebbe essere il primo passo concreto. E ha annunciato l’intenzione di presentarsi all’attesissimo summit con un documento che contenga le principali proposte di Parigi.
La reazione dei mercati all’intervento di sostegno alle banche spagnole, deciso lo scorso fine settimana, ha d’altronde dimostrato, se ancora ce ne fosse stato bisogno, che i Paesi della moneta unica devono fornire un’ulteriore, chiara, intenzione di procedere spediti sulla strada di un’assunzione comune di responsabilità. Monito che gli Stati Uniti non smettono di inviare anche in vista del G20 per bocca, questa volta, del segretario al Tesoro americano Timothy Geithner che ha apprezzato il salvataggio delle banche spagnole, ma aggiunge «passi modesti dell’Europa verso la crescita».
La linea di responsabilità scelta dalla Francia viene confermata dall’intervento del governatore della banca centrale Christian Noyer sul Wall Street Journal di due giorni fa: «La moneta unica deve essere supportata da un’unione finanziaria. Le nostre banche oggi sono le banche dell’eurozona, non tedesche, spagnole o francesi».
«Abbiamo bisogno – scrive ancora Noyer – di una struttura a livello di area euro responsabile per la vigilanza bancaria, la garanzia dei depositi e la soluzione delle crisi». Certo, tutto questo comporta una cessione di sovranità da parte degli Stati verso Bruxelles che proprio la Francia in questi anni è sembrata la più restia a concedere. La crisi potrebbe finalmente aver spinto Parigi a cambiare idea. Ad andare nella direzione che peraltro proprio la Germania – pur con le sue rigidità, i suoi dubbi, il suo egoismo – ha sempre indicato. Questo sembrano dire, oggi, i suoi dirigenti. In attesa dei fatti.
E di verificare se a questa nuova fase in cui sta entrando l’Europa parteciperà anche la Grecia. Proprio Hollande si è rivolto ieri agli elettori greci, che domenica sono chiamati alle urne. «Sono cosciente – ha detto il presidente francese alla tv Méga Channel – che bisogna rispettare la piena sovranità delle scelte dei greci. Ma devo avvertirli che se ci sarà l’impressione che vogliono allontanarsi dagli impegni presi e abbandonare il percorso di risanamento, allora ci saranno Paesi che preferiranno chiudere con la presenza della Grecia nella zona euro».

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