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Parigi, perquisita Google sospetto di evasione fiscale

PARIGI.
Ieri mattina all’alba cinque magistrati, un centinaio di agenti della guardia di finanza e venticinque esperti informatici sono arrivati nella sede francese di Google Europa in rue de Londres, nel nono arrondissement. Sono usciti qualche ora dopo con valigie zeppe di documenti. Il ministero delle Finanze guidato da Michel Sapin sospetta Google di evasione fiscale. La perquisizione di ieri è stata mantenuta segreta fino all’ultimo nell’ambito di un’indagine aperta nel giugno 2015 per “frode fiscale aggravata e riciclaggio”, precisano i magistrati parigini del Parquet national financier. I pm vogliono verificare se Google Europa abbia «omesso di dichiarare parte dei redditi scaturiti dalle sue attività sul territorio francese, venendo meno ai suoi oneri fiscali, in particolare sulla tassa sulla società e sui benefici» hanno precisato in una nota.
«Rispettiamo la legislazione francese e cooperiamo pienamente con le autorità per rispondere alle loro richieste» ha assicurato un portavoce della compagnia californiana, diventata famosa in tutto il mondo grazie al suo motore di ricerca. Google e altre multinazionali come Amazon e Facebook vengono regolarmente accusate di eludere il fisco, sia negli Usa sia in Europa, scegliendo, tra l’altro, di impiantare la loro sede in paesi dalle regole fiscali più vantaggiose. E forse non è un caso se il quartier generale di Google Europa si trovi proprio in Irlanda. La sede parigina di Google era stata oggetto di perquisizioni e sequestri nel giugno 2011. E nel 2014 il governo aveva già costretto il gigante americano a pagare una multa compresa tra 500 milioni e 1 miliardo di euro.
L’Italia ha fatto da apripista. Il nostro Paese ha avviato per primo un’indagine europea contro Apple, poi Google e Amazon. Le società sono state accusate dalla procura milanese di aver trasferito – «almeno fino al 2013» – le sedi giuridiche in paesi a tassazione più favorevole. A Natale Apple ha concluso una transazione, versando 318 milioni di euro allo Stato. I magistrati milanesi stanno indagando anche su Amazon e accusano Google di aver eluso il fisco per circa 300 milioni di euro. I legali della compagnia statunitense stanno ora cercando un accordo.
Ora potrebbe dunque essere la Francia a presentare alla compagnia il conto per le tasse sugli utili non pagate negli scorsi anni. Un conto ben più salato dei precedenti: fino a 1,6 miliardi di euro, secondo alcune fonti vicine al Tesoro. «Non siamo in una logica di trattativa, siamo in una logica di messa in atto delle regole applicabili» ha detto il ministro delle Finanze Michel Sapin, interpellato sulla questione Google proprio durante un incontro dedicato ai nuovi strumenti per combattere i trucchi delle multinazionali per sfuggire alle tasse. Sull’altro fronte, l’amministratore delegato del gruppo, Sundar Pichai, che proprio in quei giorni era a Parigi, ha preferito non entrare nel merito, limitandosi a chiedere una semplificazione del sistema fiscale a livello globale.
Anais Ginori
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