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Pari, poi il sorteggio: «È Amsterdam»

Milano ha perso con Amsterdam — solo per l’estrazione a sorte tra due palline nel bussolotto — l’assegnazione dell’Agenzia europea delle medicine (Ema), che deve lasciare la sede a Londra per l’uscita del Regno Unito dall’Ue ed è stimata generare un giro d’affari di circa 1,5 miliardi di euro l’anno.

Nel Consiglio dei ministri degli Affari generali a Bruxelles, dove l’Italia era rappresentata dal sottosegretario per le Politiche europee Sandro Gozi, Milano ha vinto sia la prima votazione tra 16 candidate su 27 Paesi membri, seguita da Amsterdam e Copenaghen, sia la seconda, che l’ha portata al ballottaggio con la città olandese, conclusosi in parità 13 a 13 (con una astensione).

Il presidente di turno del Consiglio dei ministri, l’estone Matti Maasikas, è così passato al previsto sorteggio, che ha favorito Amsterdam.

Per estrazione a sorte è arrivata subito dopo anche l’assegnazione a Parigi dell’Autorità bancaria europea di Londra (Eba). La capitale francese era finita in parità con Dublino.

La favorita Francoforte si è fermata tra le prime tre e sembra aver pagato il tracollo del tentativo della cancelliera tedesca Angela Merkel di formare il nuovo governo a Berlino.

La Francia aveva concordato con la Germania di non insistere sulle sue due candidature all’Ema (Lille) e all’Eba (Parigi) per ottenere — in cambio dell’appoggio a Francoforte nella corsa all’autorità bancaria — la presidenza dell’Eurogruppo per il ministro francese Bruno Le Maire, da votare il 4 dicembre prossimo a Bruxelles. Alla vigilia del Consiglio Affari generali, visto l’esito negativo delle trattative per il governo tedesco, all’Eliseo hanno dubitato della capacità di rispettare l’accordo da parte di una Merkel indebolita. La Francia ha rinunciato a Le Maire e ha lanciato Parigi proprio contro Francoforte, che ha scontato anche l’irritazione verso Berlino di vari governi dell’Est per l’esclusione della slovacca Bratislava per l’Ema.

Amsterdam, Milano e Copenaghen erano state indicate dalla Commissione europea con i requisiti tecnici, organizzativi e logistici migliori per ospitare l’organismo delle medicine.

Bratislava, molto meno attrezzata, puntava sul principio geopolitico del riequilibrio per i Paesi dell’Est ancora senza agenzie Ue. Ma è arrivata quarta al primo turno ed è stata esclusa. Il rappresentante slovacco ha protestato astenendosi nei voti successivi e di fatto provocando i due pareggi Milano-Amsterdam e Parigi-Dublino.

Il sistema di voto segreto impedisce le certezze su chi ha votato chi. Gozi ha ringraziato «Grecia, Cipro, Malta, Romania» e ha mantenuto riservate le altre alleanze.

Dopo il secondo voto, con Milano a 12, Amsterdam a 9 e Copenaghen a 5, la probabile convergenza sulla città olandese dei voti (presumibilmente nordici) prima espressi per la Danimarca, sembrava annullare le speranze milanesi. Invece l’Italia ha recuperato un Paese per il 13 a 13. Ma non è bastato quando è stata estratta la pallina vincente, che ha subito provocato polemiche e ironie anti Ue.

Ivo Caizzi

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