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«Pareggio di bilancio nel 2013»

Il presidente del Consiglio Mario Monti ha colto l’occasione di un discorso ieri qui a Bruxelles per rendere merito ai tre partiti che sostengono il suo governo e che hanno collaborato in questi mesi nell’approvare misure anche impopolari, tali da permettere al Paese di avere nel 2013 un pareggio di bilancio in termini strutturali. Nel contempo, Monti ha voluto far notare come politiche economiche impegnative non necessariamente provocano impopolarità.
«Quando mi si chiede di cosa sono orgoglioso dopo un anno di governo, rispondo, di nulla. Alcuni risultati stanno emergendo, ma ancora molto resta da fare. Spero ci sia una prospettiva», ha spiegato ieri sera Monti. «Detto ciò – ha aggiunto – ci sono due aspetti di cui sono leggermente orgoglioso. Prima di tutto sotto l’egida del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il governo è stato capace di istillare uno spirito di cooperazione (…) tra i tre maggiori partiti politici».
In precedenza – ha ricordato Monti durante il convegno Friends of Europe – i tre partiti passavano parte del loro tempo a litigare. Secondo il presidente del consiglio, la vita politica italiana, almeno su questo fronte, è diventata più civilizzata (civilized, in inglese) ed è «un buon auspicio» in vista delle elezioni della prossima primavera. Il secondo aspetto di cui Monti è orgoglioso riguarda le riforme economiche e la capacità di adottarle senza eccessi di impopolarità.
«Il teorema di Jean-Claude Juncker non è più valido», ha detto il premier italiano. L’attuale primo ministro lussemburghese disse un giorno che per un governo è difficile, se non impossibile, adottare riforme impopolari e vincere le prossime elezioni. L’attuale governo italiano ha imposto misure difficili, dalle riforme strutturali alla lotta all’evasione, ha detto Monti, «eppure apparentemente rimane abbastanza popolare, più popolare dei partiti che in passato non le hanno adottate».
Ribadendo la necessità di una rapida ricapitalizzazione diretta delle banche da parte del fondo Esm, il premier ha difeso la scelta di evitare per quanto possibile il circolo vizioso tra contrazione di bilancio e recessione economica. Monti è dell’avviso che famiglie, imprese e lavoratori che non vedono la ricompensa per i sacrifici finiranno per rimettere in questione le riforme, e la stessa integrazione europea. Non per altro il governo ha deciso di optare nell’ultima finanziaria per (inattesi) tagli fiscali.
In questo senso, il premier è tornato ieri sera sulla necessità di discutere apertamente tra i 27 sul pericolo di «una reazione violenta contro l’integrazione» europea. Ha ribadito tra le altre il rischio che si nasconde dietro all’emergere di vecchi pregiudizi «abbastanza resistenti», in particolare tra il Nord e il Sud. Il presidente del Consiglio ha quindi ribadito la necessità di organizzare nei prossimi mesi un vertice tra i 27 per discutere dei rischi di populismo.
Dopo il discorso, durante una sessione di domande e risposte alla quale i giornalisti non hanno avuto accesso, Monti avrebbe anche riaffermato che non ha intenzione di presentarsi alle prossime elezioni legislative, fosse solo perché è senatore a vita. Secondo un partecipante all’evento, si sarebbe detto convinto che il voto di primavera porterà una maggioranza chiara, ma avrebbe comunque affermato di essere pronto, se necessario, a servire il suo Paese.

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