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Parcheggio limitato in cortile

Se il cortile non ha una specifica destinazione d’uso, può essere utilizzato da tutti i condòmini nel rispetto del pari diritto dei loro vicini e nei limiti di quanto stabilito dall’articolo 1102 del Codice civile.
Pertanto, è perfettamente rispondente alla fondamentale regola secondo la quale in condominio l’uso della cosa comune da parte di ciascun partecipante non può alterarne la destinazione, e non impedire il concorrente uso degli altri, secondo il loro diritto (articolo 1102, comma 1 del Codice), il divieto di parcheggiare nel cortile se ciò rende difficile agli altri condomini raggiungere case e box auto.
È questo il principio che è stato applicato in una recente sentenza della Corte di cassazione (n. 27940 del 13 dicembre 2013) alla fattispecie riguardante un condomino che parcheggiava nel cortile rendendo difficile agli altri l’accesso alle unità immobiliari e ai box auto.
I giudici di legittimità hanno evidenziato che il divieto era da ritenersi legittimo poiché nel corso della causa era emerso chiaramente che quella parte comune «non si prestasse al parcheggio di autovetture, ma soltanto al passaggio delle persone e al transito dei veicoli diretti nelle rimesse, aventi accesso dal medesimo, facoltà il cui esercizio sarebbe stato ostacolato o reso incomodo dalla presenza di veicoli in sosta».
Il principio non vale solamente per i cortili ma anche per gli spazi di manovra nelle autorimesse. La sosta e la fermata sono da ritenersi vietate se impediscono o rendono gravemente difficoltosa l’utilizzazione dei box auto.
Non bisogna dimenticare, poi, il risvolto penale del problema perché per le sezioni unite penali della Corte di Cassazione, «integra il reato di violenza privata, di cui all’articolo 610 del Codice penale, la condotta di colui che, avendo parcheggiato l’auto in maniera da ostruire l’ingresso al garage condominiale, si rifiuti di rimuoverla nonostante la richiesta della persona offesa» (Cassazione penale n. 28487/13 del 12 marzo 2013).
Per evitare che il parcheggio selvaggio, nelle aree comuni prive di una specifica destinazione di uso, crei disordine, sarebbe meglio regolamentarlo. Dopo la riforma del condominio (legge 220/2012) l’articolo 1120, comma 2 n. 2 del Codice civile ha previsto che con la maggioranza dell’articolo 1136 comma 2 i condomini possono disporre innovazioni “agevolate” ossia possono realizzare parcheggi destinati a servizio delle unità immobiliari o dell’edificio. Anche in questo caso, però, bisognerà sempre rispettare i limiti consistenti nel non nuocere o non limitare il diritto degli altri condomini di accedere ad abitazioni e garage.

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