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Parcelle dimagrite

di Antonio Ciccia  

Per gli onorari dell'avvocato la domanda di valore indeterminabile prevale sulle contestuali domande di importo determinato. La parcella si deve calcolare tenendo conto della tariffa prevista per le cause di valore indeterminabile e non per quella dei giudizi di valore determinato. E questo può portare anche a una riduzione delle pretese economiche del professionista. Lo ha stabilito la Cassazione, con la sentenza della sezione II del 26/7/2011 n. 16318, che ha affermato il seguente principio di diritto: ai fini della determinazione dello scaglione per la liquidazione degli onorari di avvocato, se siano proposte più domande, alcune di valore indeterminabile e una, di risarcimento del danno, di valore determinato, esse si cumulano tra loro e la causa va ritenuta di valore indeterminabile. Si risolve, così, un problema pratico molto frequente nella prassi. Ma vediamo il contenuto della sentenza. Un avvocato ha impugnato un'ordinanza del tribunale di Cosenza del 5 maggio 2005, che aveva liquidato il compenso di attività professionale svolta a favore di una banca, ritenendo di applicare gli onorari previsti dalla tariffa professionale per le cause di valore indeterminabile: questo perché erano state formulate diverse domande alcune di valore indeterminabile. Inoltre era stato valutato, a conferma del valore indeterminabile, il fatto che la richiesta di condanna al risarcimento a cifra determinata (150 miliardi) era seguita dall'espressione che faceva riferimento alla condanna alla somma «maggiore o minore che risulterà in corso di causa» e questo implicava la indeterminatezza della richiesta. L'avvocato ha impugnato l'ordinanza, contestando la qualifica del valore della causa e chiedendo che lo stesso fosse determinato in 150 miliardi, con la conseguente possibilità di far aumentare il compenso. La Cassazione ha, però, dato torto all'avvocato. Il valore della causa, innanzi tutto, va determinato in base alle regole del codice di procedura civile e, quindi, in tema di obbligazioni pecuniarie, conta la somma chiesta con la domanda di pagamento: inoltre la formula di gergo forense che fa riferimento a «quell'altra maggiore o minore che risulterà in corso di causa» ha natura di clausola di stile e non è idonea a trasformare il valore della causa. E in particolare non la fa diventare di valore indeterminato. Tuttavia ai fini della determinazione dello scaglione per la liquidazione degli onorari di avvocato, se siano proposte più domande, alcune di valore indeterminabile e una, di risarcimento del danno, di valore determinato, esse si cumulano tra loro, e la causa va ritenuta di valore indeterminabile.

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