Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Parcella legali anche al ribasso

Professionisti e compensi: il giudice può liquidare una parcella in luogo di un’altra, quand’anche, dagli atti, risulti un documento nel quale inizialmente è stato praticato un prezzo diverso. Lo ha stabilito la Corte di cassazione nella sentenza n. 2575/2018: a parere dei giudici della II sezione civile «la parcella per il pagamento dei compensi non ha carattere vincolante salvo che la stessa sia conforme a un pregresso accordo o espressamente accettata dal cliente». Intervenuto sul ricorso di una società di diritto spagnolo che, tra gli altri motivi di censura, lamentava l’eccessività del compenso richiesto, il collegio giudicante ha chiarito che il giudice di merito chiamato a decidere laddove lo stesso professionista, dopo aver presentato al proprio cliente una parcella per il pagamento dei compensi spettantigli, redatta in conformità dei minimi tabellari, richieda, per le stesse attività svolte, un pagamento maggiore sulla base di una nuova parcella fatta salva l’ipotesi nella quale la prima abbia carattere vincolante, ben può valutare l’esistenza di «elementi – discrezionalmente apprezzabili – che facciano ritenere giustificata e legittima la maggior richiesta, fermo restando il necessario apprezzamento di congruità degli onorari pretesi sulla base e in funzione dei parametri previsti dalla tariffa professionale, il quale, se adeguatamente motivato, non è sindacabile in sede di legittimità». Questo, ha continuato il collegio, perché nella sua formulazione iniziale la parcella è stata redatta tenendo conto, oltre alla valutazione dell’adeguatezza dell’opera svolta, anche di altre circostanze, sia di natura oggettiva che soggettiva (come il rapporto amichevole con il cliente, la situazione di difficoltà economica, l’attesa di un immediato soddisfacimento della pretesa), che lo hanno indotto a contenere particolarmente la richiesta e che, tuttavia, in sede di giudizio hanno finito con il non sussistere più; in altre parole circostanze che hanno finito con l’assumere un ruolo determinante o, quanto meno, concorrente. Così argomentando ha dunque rigettato il ricorso e condannato la società ricorrente al pagamento delle spese di giudizio.

Adelaide Caravaglios

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non ha tempi, non ha luoghi, non ha obbligo di reperibilità: è lo smart working di ultima generazi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Sono entusiasta di essere stato nominato ad di Unicredit, un’istituzione veramente paneuropea e ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il primo annuncio è arrivato all’ora di pranzo, quando John Elkann ha rivelato che la Ferrari pre...

Oggi sulla stampa