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Paradisi fiscali, l’Ue punta a una lista nera unica

Allineamento delle liste nere dei paradisi fiscali nazionali. I ministri delle finanze dell’Ue settimana prossima redigeranno un elenco comune a tutti gli stati membri dell’Ue sulle giurisdizioni fiscalmente non cooperative a cui saranno applicate delle sanzioni. L’obiettivo, secondo il documento del Consiglio dell’Ue, è quello di reprimere l’evasione fiscale delle società e dagli individui. E fa seguito al fatto che ad oggi ogni stato membro ha il proprio elenco di paradisi fiscali, che differiscono da giurisdizione a giurisdizione. Molto spesso, inoltre, a livello nazionale non vengono neanche applicate dalle sanzioni ai paesi che sono classificati come fiscalmente non cooperativi. L’unificazione di tutte le liste nere nazionali europee permetterà dunque di concentrare gli sforzi solo su determinate giurisdizioni e di applicare delle sanzioni che avranno lo scopo di far correggere le mancanze fiscali evidenziate. Mercoledì prossimo i ministri delle finanze inizieranno dunque a redigere la lista nera comune che sarà finalizzata entro settembre, e approvata entro l’anno prossimo. Oltre all’elenco di giurisdizioni il progetto europeo prevede anche che i paesi dell’Ue applichino le stesse sanzioni al gruppo di paesi che sarà individuato. O meglio, potranno scegliere tra un ventaglio di opzioni selezionate. Le sanzioni si andranno ad aggiungere a quelle già presenti in ogni stato membro. Nel caso in cui non siano presenti sanzioni nazionali, allora lo Stato membro dovrà applicare le misure studiate a livello europeo (al momento sono ancora in fase di studio ma il punto di partenza sono le misure difensive studiate dal Codice di condotta, contro i paesi presenti nella lista nera dell’Ue l’anno scorso, e poi accantonate). L’obiettivo di dar vita ad una lista nera unificata non sarà però facile. Ci sono infatti già i primi ostacoli. Uno di questi è la definizione di paradisi fiscale. E l’altro è la non presenza di liste nere nazionali in alcuni stati membri. Per cercare di ovviare a questi problemi, si è dunque pensato di affidare al Gruppo del codice di condotta il compito di stabilire i criteri comuni per identificare le giurisdizioni da inserire all’interno della lista nera unificata. Nel documento non si esclude la presenza di paesi che fanno parte dell’Ue. Potrebbe dunque essere il momento per la creazione di una vera e propria lista nera dei paradisi fiscali Ue ed extra Ue.

Giorgia Pacione Di Bello

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