Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Paradisi fiscali inglesi, Londra vuole trasparenza

Riforme in vista per il fisco inglese: la lotta alla frode e all’evasione fiscale passa dai territori d’oltremare e dalle piattaforme online. Il parlamento preme per la trasparenza dei paradisi fiscali, mentre l’Agenzia instituisce un registro delle aziende collaborative sugli obblighi Iva. Gli oligarchi russi che nascondono il loro denaro nei territori d’oltremare della Gran Bretagna sono nel mirino delle nuove proposte presentate dal governo inglese e in programma per essere discusse martedì primo maggio. I territori d’oltremare d’Inghilterra, famosi paradisi fiscali, come le Isole Vergini, le Isole Cayman, hanno finora resistito alla spinta per seguire la guida del Regno Unito e rivelare l’identità di coloro che beneficiano di attività detenute sotto la loro giurisdizione. La Gran Bretagna, che ha introdotto un registro pubblico dei titolari effettivi, vuole spingere affinché anche nei territori d’oltremare i proprietari dei beni detenuti in trust e società siano trasparenti. Nel 2013, Cameron non è riuscito nell’intento a seguirne l’esempio e anche ora il governo May è incerto sul fatto di poter imporre la sua volontà ad altri governi eletti, ma i critici sottolineano che è stato praticato già in passato, per esempio, per abolire la pena capitale.

Per quanto riguarda la frode dell’Iva sulle piattaforma di vendita online, l’Agenzia delle entrate (Hmrc), ha invitato le piattaforme con sede nel paese a firmare un accordo per contrastare le frodi. L’accordo inciderà sulle piattaforme, che dovranno assumersi le proprie responsabilità per garantire che i venditori terzi comprendano le norme fiscali e prevengano le frodi sull’Iva. L’accordo chiede alle piattaforme di impegnarsi a istruire i venditori online dal Regno Unito e esteri in merito ai loro obblighi Iva nel paese, tramite il proprio supporto o indirizzandoli alle linee guida dell’Agenzia. Un ulteriore adempimento è la previsione di un sistema per intraprendere azioni appropriate, con risposte rapide nel momento in cui l’Hmrc notifica che i venditori seguano correttamente le norme sull’Imposta. Infine, le piattaforme dovranno fornire all’Hmrc adeguate informazioni sui propri venditori, quando richiesto. L’Hmrc pubblicherà, quindi, l’elenco di tutte le piattaforme che aderiscono a questo accordo. Tuttavia, se gli impegni non verranno rispettati, l’azienda sarà rimossa dalla lista.

Questo accordo si basa su poteri noti con il termine di «Joint and several liability» (Jsl), che ritengono i marketplace online responsabili per le frodi Iva commesse dai venditori sulle loro piattaforme. Questi sono stati introdotti per la prima volta a settembre 2016 e sono stati ulteriormente rafforzati nel marzo 2018. «La crescita dei mercati online ha aiutato molte aziende a vendere più prodotti in tutto il Regno Unito e ha contribuito notevolmente all’economia. Tuttavia, c’è una piccola minoranza di venditori che non pagano la loro giusta quota di tasse e ci impegniamo a lavorare con i mercati su più livelli per contrastare l’evasione fiscale», ha dichiarato il segretario finanziario del Tesoro Mel Stride.

Matteo Rizzi

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Fininvest esce da Mediobanca dopo 13 anni, e con l’aiuto di Unicredit vende il suo 2% ai blocchi: ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Una nuova tassa sulle multinazionali, quelle digitali e anche quelle tradizionali. Pagamento delle i...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La prossima settimana il Consiglio dei ministri varerà due decreti. In uno ci saranno la governance...

Oggi sulla stampa