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Paradisi all’angolo

Saldi contabili e dettagli dei pagamenti dei conti correnti dei paradisi fiscali in chiaro. I Territori d’oltremare hanno concordato, infatti, lo scambio automatico di informazioni con la Francia, la Germania, l’Italia e la Spagna.

George Osborne, ministro delle Finanze britannico, ha annunciato ieri che molti dei territori d’oltremare del Regno Unito hanno deciso di abbassare il livello della segretezza bancaria e dunque di condividere le informazioni dei loro correntisti con le autorità fiscali del Regno Unito e della Francia, Germania, Italia e Spagna.

I territori d’oltremare che hanno dato il loro assenso all’allentamento del segreto bancario sono Anguilla, Bermuda, Isole Vergini britanniche, Montserrat e le isole Turks e Caicos. L’accordo prevede un maggior livello di trasparenza dei conti e la loro partecipazione allo scambio automatico di informazioni. Le Isole Cayman avevano rilasciato una dichiarazione simile la scorsa settimana.

Il Regno Unito aveva già concordato con la Francia, la Germania, l’Italia e la Spagna di avviare un progetto pilota di scambio automatico di informazioni. L’accordo significa che il Regno Unito, insieme con gli altri paesi coinvolti nel progetto pilota, sarà rifornito automaticamente con maggiori informazioni sui conti bancari detenuti dai loro contribuenti. Questo include nomi, indirizzi, date di nascita, numeri di conto, saldi contabili e i dettagli dei pagamenti effettuati in tali conti ma anche le informazioni sui trust.

Il cambio di rotta sarebbe legato all’avvicinarsi dell’approvazione della legge americana sui Fatca ‘Foreign Account Tax Compliance Act’, in cui di fatto gli Stati Uniti minacciano di intraprendere misure punitive nei confronti degli istituti di credito con vantaggi fiscali notevoli che non volessero collaborare.

la legislazione adottata nel 2010 dagli Usa che introduce obblighi dichiarativi a carico dei soggetti finanziari non statunitensi. In base alle intese bilaterali che verranno stipulate sulla base del modello sottoscritto da alcuni paesi europei tra cui l’Italia e le istituzioni finanziarie dei singoli Paesi invieranno in futuro informazioni sui propri clienti alle rispettive autorità fiscali ai sensi delle vigenti Convezioni contro le doppie imposizioni, in entrambe le direzioni (da e verso gli Stati Uniti). Questo flusso di dati verrà poi scambiato a livello statale su base automatica eliminando in questo modo la necessità, per le istituzioni finanziarie interessate, di dover ricorrere a singoli accordi di natura contrattuale con le autorità fiscali statunitensi.

L’intesa dovrebbe diventare operativa a partire dal 2014.

Un’altra spallata che ha potuto influenzare la decisione dei paesi d’oltre mare a muoversi in questa direzione è l’avvicinarsi dell’entrata in vigore della direttiva sullo scambio automatico di informazioni. La direttiva a partire dal 2015 obbligherà gli stati membri dell’Ue a scambiare in maniera automatica dati relativi a tipologie di reddito definite per i cittadini contribuenti europei, in maniera automatica da parte delle autorità fiscali.

Nelle settimane scorse ha fatto scalpore proprio in quest’ottica l’annuncio del Lussemburgo di volersi adeguarsi agli standard individuati da Bruxelles.

Lo scorso 27 aprile infine anche la roccaforte dell’Austria ha scricchiolato. Il governo di Vienna, assieme al Lussemburgo, infatti ne negozierà l’abolizione con l’Unione Europea. La svolta storica riguarderà solo i titolari stranieri di conti e non gli austriaci.

Austria e Lussemburgo sono gli unici Paesi membri dell’Unione Europea ad applicare il segreto bancario. In contrasto con una recente direttiva, in base alla quale gli Stati europei non possono rifiutarsi di trasmettere i dati dei titolari di conti solo perché questi sono in possesso di banche o istituti finanziari.

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