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Paracadute tedesco sul mercato dei Btp

di Mario Sensini

ROMA — Ora il pacchetto è completo. Sul mercato Eurex, filiazione della tedesca Deutsche Börse, si possono acquistare i futures sui Btp a lungo termine, quelli a breve e, da oggi, anche il nuovo contratto future a medio termine sui Buoni poliennali del Tesoro. Tutto il necessario, «in una fase che ha portato all'allargamento dei differenziali tra i Bund tedeschi e gli altri titoli di Stato europei — sottolinea l'Eurex — per offrire agli operatori un set efficiente e puntuale di strumenti per proteggere le proprie posizioni sul debito dei Paesi europei con un rating inferiore alla tripla A».
Come dire: i futures sull'intero ventaglio delle scadenze dei Btp, gli unici trattati da Eurex insieme a quelli sui Bund tedeschi, come strumento di riferimento per garantirsi sull'andamento dei titoli di Stato di tutti i Paesi della serie B della zona euro. Grecia, Portogallo, Irlanda compresi.
I futures sono contratti che impegnano ad acquistare o vendere a una data futura una determinata quantità di merce, in questo caso titoli di Stato. Indirizzando la quotazione dei titoli «reali» sottostanti quei contratti. I futures sui Btp erano spariti con l'avvento dell'euro, che aveva spostato tutta l'attività di ricopertura sul contratto a termine sui Bund tedeschi, e la decisione di Eurex di resuscitare i contratti sul Btp a dieci anni, il principe dei nostri titoli pubblici, ha già creato qualche problema.
Perché se è vero che gli scambi crescono, i volumi restano ancora irrisori. E i prezzi espressi molto poco significativi. Nei dodici mesi terminati ad agosto i volumi sottostanti i futures sui Btp a lungo termine scambiati sull'Eurex, cresciuti del 45% rispetto a un anno prima, sono ammontati a 107,2 miliardi di euro. Una cifra importante, ma ridicola rispetto a quella movimentata dai futures sui Bund a dieci anni, ai quali ricorrono le tesorerie di tutte le banche europee, che è stata duecento volte più alta, pari a ben 18.865 miliardi di euro. Però nei momenti peggiori della crisi è già successo: le quotazioni dei futures sui Btp hanno condizionato il valore dei Btp «reali» facendone impennare i rendimenti. E da domani c'è un rischio in più.
 

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