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Paniere unico per gli ammortamenti

di Carmine Fotina e Marco Mobili

Un solo paniere e un'aliquota unica per ammortizzare il costo dei beni delle imprese. Faranno eccezione soltanto i beni materiali e immateriali per i quali saranno determinati coefficienti individuali. Mentre per gli ammortamenti finanziari sulle opere in concessione la stretta sulla quota deducibile si inasprisce ulteriormente: il tetto inizialmente fissato al 2% e contestato dal mondo delle imprese, nel testo della manovra inviato al Quirinale, è stato fissato all'1% del costo dei beni e dunque in 100 anni. Confermati, poi, il forfait fiscale per gli under 35 e l'estensione anche al 2012 dello sgravio sui premi di produttività in attuazione di quanto previsto da accordi aziendali o territoriali, compresi i contratti aziendali sottoscriti in base all'accordo interconfederale del 28 giugno scorso tra Confindustria, Cgil, Cisl e Uil.

Più che una revisione dei coefficienti di ammortamento, ormai fermi ai valori fissati da un Dm del lontano 1988, quella inserita dall'Economia nella cosiddetta "manovra di pareggio" è una vera e propria rivoluzione. Il comma 47 dell'articolo 23, approdato nel testo in uno degli ultimi giri di tavolo rispetto ai documenti fatti circolare dall'Esecutivo sia prima che dopo il consiglio dei ministri di giovedì scorso, appare quanto mai criptico e in sostanza fa capire che a partire dall'anno d'imposta 2013 sarà «rivista la disciplina del regime fiscale degli ammortamenti dei beni materiali e immateriali sulla base di criteri di sostanziale semplificazione che individuino attività ammortizzabili individualmente in base alla vita utile e a quote costanti e attività ammortizzabili cumulativamente con aliquota unica di ammortamento».

È dietro questo concetto che si nasconde la rivoluzione di matrice europeista che il Governo vorrebbe realizzare. Il concetto di «aliquota unica di ammortamento» e di «attività ammortizzabili cumulativamente» sono alla base della nuova «base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società» proposta dalla Commissione europea in via definitiva il 16 marzo 2011 (Com 2011 n. 121). In quella proposta di base unica già all'esame delle nostre competenti commissioni Parlamentari, si sottolinea espressamente come «le attività materiali e immateriali di lunga durata dovrebbero essere ammortizzate singolarmente, mentre le altre dovrebbero confluire in un paniere». Il raggruppamento delle attività immobilizzate in un paniere, secondo la stessa Commissione europea, «semplifica le procedure sia per le autorità tributarie che per i contribuenti, in quanto si evita di dover stilare e aggiornare un elenco contenente ogni tipo di attività immobilizzata e la sua vita utile».

Saranno comunque fuori dal "paniere" e dunque ammortizzabili individualmente lungo la loro vita utile e secondo quote costanti, le attività materiali e immateriali di lunga durata. Tra queste, come indica la Ue vi rientrerebbero gli edifici, nonché le attività che beneficiano di protezione giuridica o per le quali il diritto d'uso è concesso in concessione. Saranno invece esclusi dagli ammortamenti i beni materiali immobilizzati non soggetti a deterioramento fisico e obsolescenza come terreni, oggetti d'arte, pezzi d'antiquariato o gioielli, nonché le attività finanziarie.

Confermata la fiscalità di vantaggio per gli under 35 che avviano un'attività imprenditoriale: forfait del 5% su Irpef, Iva ed Irap. Il regime si applica per 5 periodi d'imposta, «dal periodo in cui l'attività è iniziata e per i quattro successivi», ma occorrono precisi requisiti. Il contribuente non deve aver esercitato, nei 3 anni precedenti, altra attività imprenditoriale, anche in forma associata o familiare. L'attività non deve essere mera prosecuzione di una precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo. Infine, se si prosegue un'attività svolta in precedenza da altri, l'ammontare dei ricavi realizzati nell'anno precedente l'accesso al beneficio, non può essere superiore a 30mila euro.

Con la stessa norma, in realtà, il governo di fatto mira a ridurre l'accesso al regime agevolato dei "minimi" che in pochi anni ha reclutato più di 600mila contribuenti. La norma infatti prevede espressamente che, in assenza del requisiti sopra citati, si è fuori dal "forfettone" fino a oggi fissato al 20%. Si mantiene comunque l'esonero dagli obblighi delle scritture contabili e soprattutto l'esenzione dall'Irap.

 

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