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Dopo Panama, i Malta papers

Malta è la «Panama d’Europa». Il ministro delle finanze tedesco Norbert Walter-Borjans ha definito in questo modo il paese dopo che è venuto a conoscenza della presenza di oltre 70 mila società offshore a Malta. Le informazioni sono arrivate alle autorità tedesche, il 10 maggio 2017, tramite una chiavetta usb contenente i nomi di circa 70 mila società estere registrate a Malta. Walter-Borjans ha dichiarato che le corporate/persone fisiche, tedesche, coinvolte nel Malta gate sono circa 2 mila e che già da tempo le autorità avevano il «forte sospetto» che le società tedesche, legate economicamente a Malta, stavano cercando di evadere il fisco nazionale attraverso la presenza di società di comodo nello stato europeo.

Il ministro delle finanze tedesco ha inoltre dichiarato, tramite un comunicato stampa, che «i dati mostrano come le aziende e i soggetti privati localizzati sulle isole del Mediterraneo usano società di comodo per bypassare le imposte in Germania». «Questo», continua la nota stampa, «in parte è possibile grazie a stratagemmi legali, ma la maggior parte delle volte il tutto avviene tramite l’uso di società offshore». Walter-Borjans ha inoltre aggiunto che è desideroso di condividere le informazioni sulla «Panama d’Europa» anche con tutti gli altri paesi coinvolti. Da parte sua il ministro delle finanze maltese, Edward Scicluna, ha respinto le affermazioni del collega tedesco affermando che Malta è dotata di un registro pubblico di tutte le imprese (//registry.mfsa.com.mt) che attualmente conta 53 mila società. Nel corso degli anni il registro ha toccato quota 80 mila corporate, ma il ministro ha precisato che nel tempo queste sono diminuite grazie alla volontà di voler escludere tutte le società offshore presenti sul suolo maltese. Per questo motivo Scicluna ha ribadito come sia «evidente che chi sta facendo queste rivendicazioni è male informato».

Oltre a ciò il ministro delle finanze ha precisato come Malta applichi una corporate tax pari al 35% (da ricordare come i dividendi degli azionisti godono di uno sconto pari all’85% sulla tassa effettivamente pagata, fino ad arrivare a un netto di tasse pagate pari al 5%) e che il regime fiscale dello stato è in linea con gli standard europei e Ocse. Le autorità tedesche non è però la prima volta che mettono sotto accusa il sistema fiscale di Malta. Già nel 2015, infatti, la Germania aveva riferito su come il sistema fiscale maltese fosse sfruttato da innumerevoli società di gioco tedesche. La conclusione a cui le autorità erano giunte era che le società tedesche di scommesse devono pagare l’Iva in Germania, se i suoi clienti sono cittadini tedeschi.

Giorgia Pacione Di Bello

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