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Palladio-Sator, offerta più lunga

di Sergio Bocconi

MILANO — Palladio e Sator hanno prorogano l'offerta a Premafin al terzo giorno successivo l'assemblea Fonsai sull'aumento di capitale, quindi al 22 marzo. Potranno però recedere se nei prossimi cinque giorni lavorativi non saranno messi in condizione di presentare il piano di ristrutturazione del debito alle banche. I due investitori hanno poi annunciato l'arrivo delle linee guida del piano industriale di Fonsai.
La società guidata da Roberto Meneguzzo e Giorgio Drago e quella di Matteo Arpe hanno deciso la proroga dopo che mercoledì, come anticipato dal Messaggero, hanno inviato una lettera al Consiglio Premafin nella quale si traccia la possibilità di un ricorso al tribunale secondo l'articolo 2409 del Codice civile nel caso la holding dei Ligresti non esamini la loro proposta, alternativa a quella di Unipol, e non metta le banche in condizioni di valutare il piano di ristrutturazione. Lettera letta nel corso del board Premafin del 7 marzo, ma che non ha ricevuto risposta perché, secondo alcune fonti, valgono gli stessi motivi già delineati dalla holding una settimana prima quando ha sottolineato di «non essere in grado di assumere alcuna deliberazione» sull'offerta Palladio-Sator: c'è un vincolo di esclusiva con Unipol; il no delle principali banche creditrici. Ieri tuttavia diverse fonti definite dalle agenzie vicine alla situazione o alla famiglia hanno dato sul punto risposte non coerenti fra loro: così se c'è appunto chi sostiene che la lettera sarà esaminata dai legali, ma che la decisione è già stata presa dal Consiglio Premafin; c'è chi invece garantisce ci sarà una risposta.
La Consob sta considerando se Palladio e Sator siano eventualmente in condizioni di esercitare il diritto previsto dall'articolo 2409 (denunziare al tribunale gli amministratori in caso di sospetto di violazioni dei doveri o irregolarità), riservato a chi detiene almeno il 5% del capitale: i due investitori, che hanno in tutto l'8% di Fonsai e hanno sottoscritto un patto di consultazione, al momento non risultano soci Premafin. Sull'iniziativa Palladio-Sator è stato interpellato ieri Carlo Cimbri, numero uno di Unipol. Dopo aver rilevato che la vicenda «sta assumendo contorni di interesse epistolari-letterari», mentre per Unipol, «resta industriale», Cimbri ha detto di non nutrire preoccupazioni su possibili iniziative legali. E sulla eventualità che Fonsai, come ha richiesto di valutare Premafin, possa ridurre l'entità dell'aumento di capitale al momento stabilito in 1,1 miliardi, ha sottolineato due cose: «Fonsai considererà l'aumento più opportuno e noi ci adegueremo», «le dotazioni patrimoniali non si valutano come a "tutto il calcio minuto per minuto": si fanno su un arco di tempo più lungo». E in effetti il management Fonsai con l'Isvap farà riferimento a proiezioni almeno a giugno di parametri come lo spread, di per sé volatili. Appare perciò poco probabile una revisione significativa di quanto già deciso. Comunque è «prematuro parlarne» oggi, ha detto Piergiorgio Peluso, direttore generale di Fonsai, che il 15 terrà il board.
 

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